Union Brescia, 10 senza lode: prima di tutto ora serve compattezza

La perfida Alcione è passata e ha lasciato il segno. Quanto profondo? Lo scopriremo già a partire dal derby con l’Ospitaletto. È questione di morale, ma è anche questione di classifica. I due aspetti ormai si tengono tra loro dato che è già trascorso un terzo di campionato e visto che il Vicenza sta facendo un qualcosa di tanto straordinario da impedire di poter far finta di nulla di fronte alla classifica: del solco che i biancorossi hanno già scavato, bisogna prendere atto. Pur mantenendo la capacità di non farsi schiacciare dai numeroni della squadra veneta.
Come detto, un terzo di campionato - 13 partite - inizia a essere indicativo e oggettivamente il +8 su chi insegue - Union Brescia e Lecco - un po’ spaventa. Ma bisogna avere la forza di dirsi e ripetersi che tutto sommato non sta mancando chi è dietro, ma semmai è chi comanda che sta facendo un percorso unico. Contestualizzare è particolarmente importante per un Brescia che nei macronumeri non possiamo sostenere non ci sia: due sconfitte - all’esordio e in coda a tutto il lotto della partite fin qui giocate e tre pareggi. Media assoluta di 2,07 punti. Dunque in linea.
Ma anche i numeri hanno un anima dentro la quale guardare. Ed è proprio nei dettagli di questi numeri che il Brescia trova il proprio tallone d’Achille e le proprie mancanze. Gira e rigira, si torna sempre a guardare in casa: al Rigamonti la squadra di Diana non riesce a trovare la propria quadra a livello di raccolta. E 10 punti lasciati sul selciato di via dello Stadio sono già troppi.
È significativo il fatto che le due sconfitte fin qui rimediate siano maturate proprio a Mompiano. Così anche due pareggi su tre. Tutto molto fastidioso col fastidio aggravato dal fatto che - scialbo 0-0 con nulla da recriminare con la Pergolettese a parte - gli inciampi sono arrivati senza mai far mancare la prestazione e in gare in cui si è patito pochissimo. Ma anche quel pochissimo è bastato per subire: la gara con l’Alcione è un manifesto di questo concetto.
Ripercorrendo
Andando a ritroso anche il pari col Novara e ancor prima il ko con l’Arzignano spiegano tutto molto bene. Difficile pensare che essersi fatti del male principalmente in casa, sia una casualità. Il rendimento deficitario a Mompiano è un tema.
Al pari, ovviamente, dei tanti infortuni che un’incidenza ce l’hanno eccome: i «superstiti» sono gravati si pressioni aggiuntive e qualcuno deve essere spremuto mentre di conseguenza vengono meno anche le risorse da utilizzare in corsa. Nel calcio è sempre una questione di dettagli da limare anche sull’«errorino» da evitare: ovvio però che se ci si trova a remare controcorrente, anche solo badare al grosso diventa uno sforzo. Ma cos’è diventare grandi se non combattere ogni giorno contro problemi? Così è. E bisogna saperci stare dentro.
Tutto può sempre cambiare anche da un momento all’altro e il calcio offre occasioni settimanali per sorprendere o farsi sorprendere in positivo. Intanto ca mantenuta l’unità d’intenti, facendo quadrato. Un terzo di campionato è trascorso, ma due terzi di esso devono ancora essere giocati: si può pensare di lasciarsi andare a scorapento e pessimismo?
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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