Calcio

Brescia, corsa al tris: ad Arzignano per prendersi il secondo posto

Dopo la mini sosta, per l’Union battere l’Arzignano e l’emergenza valgono il sorpasso sul Lecco
L'esultanza di Cazzadori - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
L'esultanza di Cazzadori - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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L’auspicio è che non avendo potuto accantonare l’agenda degli infortuni, per il resto il Brescia abbia voltato soltanto la pagina del calendario. Sfoglieremmo infatti ancora piuttosto volentieri il vecchio menu da trasferta: fuori casa i biancoblù hanno disegnato nell’andata un cammino stellato. Nessuno, nemmeno il gran Vicenza, ha ottenuto più punti – 21 – dell’Union lontano dalle mura amiche.

Ripartenza

È davvero il caso di ripartire da qui, oltre che dalle due vittorie consecutive con zero gol subiti e sulle fondamenta delle quali Eugenio Corini ha iniziato a ristrutturare la sua squadra. Una squadra rieducata a pensarsi aggressiva e comandante, una squadra che sta metabolizzando nuove abitudini e che ricerca stabilità nell’instabilità di una situazione che chiama infortuni e di una quotidianità che inevitabilmente sarà ora disturbata dai rumors di mercato. Giusto o ingiusto, bisogna saperci stare dentro, in un mese che dirà anche chi è da Brescia e chi no. Chi sa e può tenere il passo, anche mentale, e chi invece a compiere il salto di qualità non ce la fa. C’è un presente da vivere, ma c’è anche già un futuro da immaginare.

E c’è pure una classifica con tanto da osservare e da dire. Occhio: dietro incombe il Cittadella, ma davanti c’è un Lecco scavalcabile al secondo posto dopo che l’Ospitaletto l’ha fermato sul pareggio. Confermarsi macchina da guerra in trasferta, balzare secondi, conservare una difesa di ferro e ingrassare numeri dei quali nutrirsi: motivazioni su motivazioni per ingannare il cervello, affinché questo non si soffermi su ciò che non c’è - scelta di uomini - bensì si focalizzi sulle qualità da mettere a frutto. Nonostante un’emergenza perdurante e, se possibile, ancora più grave. Più che l’equilibrio sopra la follia, oggi più che mai Corini dovrà invertire le dosi mettendo la follia sopra l’equilibrio: letteralmente, l’allenatore deve inventarsi tanto l’undici quanto i cambi.

Contesto

E deve farlo su un campo, quello del piccolo Dal Molin (si giocherà in casa grazie alla presenza di 500 bresciani che tornano dopo il periodo di castigo), contro un’avversaria che vive il suo piccolo grande magic moment reduce com’è da 5 risultati utili di fila con dentro 3 successi, gli ultimi due consecutivi. Stanno bene i vicentini che segnano poco meno del Vicenza, che incassano tanto quanto le ultime della classe, che giocano un calcio non disprezzabile, che hanno nei loro ranghi il capocannoniere (8 gol) del girone Minesso. E che tennero a battesimo in campionato l’Union Brescia rifilandole una bruciante sconfitta casalinga in rimonta e in extremis.

Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta e sono passati anche i due allenatori del tempo, Diana da una parte e Bianchini dall’altra. L’abbiamo già detto del perdurare dell’emergenza? Sì, ma non potendo far altro, il cervello va ingannato. E portato a inquadrare solo le possibilità: quelle di una festa inaugurale del 2026 da secondo posto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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