L’auspicio è che non avendo potuto accantonare l’agenda degli infortuni, per il resto il Brescia abbia voltato soltanto la pagina del calendario. Sfoglieremmo infatti ancora piuttosto volentieri il vecchio menu da trasferta: fuori casa i biancoblù hanno disegnato nell’andata un cammino stellato. Nessuno, nemmeno il gran Vicenza, ha ottenuto più punti – 21 – dell’Union lontano dalle mura amiche.
Ripartenza
È davvero il caso di ripartire da qui, oltre che dalle due vittorie consecutive con zero gol subiti e sulle fondamenta delle quali Eugenio Corini ha iniziato a ristrutturare la sua squadra. Una squadra rieducata a pensarsi aggressiva e comandante, una squadra che sta metabolizzando nuove abitudini e che ricerca stabilità nell’instabilità di una situazione che chiama infortuni e di una quotidianità che inevitabilmente sarà ora disturbata dai rumors di mercato. Giusto o ingiusto, bisogna saperci stare dentro, in un mese che dirà anche chi è da Brescia e chi no. Chi sa e può tenere il passo, anche mentale, e chi invece a compiere il salto di qualità non ce la fa. C’è un presente da vivere, ma c’è anche già un futuro da immaginare.




