La rabbia e l’orgoglio. Più rabbia che orgoglio. Ma non è comunque un dettaglio che non sia mancato nemmeno il secondo. Anche se siamo qui a parlare di un pareggio in casa contro l’Alessandria pericolante per quella che era l’occasione perfetta per spezzare il tabù Rigamonti, tornare in testa alla classifica e mandare all’inceneritore la scorsa settimana da incubo. Non manca l’orgoglio, perché non era scontata la reazione avuta dal Brescia nel secondo tempo e, soprattutto, nella seconda parte del secondo tempo.
Se anche solo a Cosenza fosse capitato di subire gol, tra l’altro nel proprio momento migliore, chissà se la forza di contrastare il destino avverso ci sarebbe stata. Viene da pensare di no per come avevamo lasciato in Calabria la banda con la «V». Che è stata «faticosa» e largamente zoppicante anche con l’Alessandria, ma che poi - insieme al proprio allenatore ha ritrovato un filo da seguire al quale si è aggrappato per riprenderla, perlomeno. Non lesinando sforzi anche per andare a ribaltarla del tutto.




