Lo spiedo bresciano affonda le sue radici nel Medioevo, quando i cacciatori della Val Trompia, della Val Sabbia e della Val Camonica infilzavano la selvaggina su lunghi steli di ferro: lo «spetus», in latino medievale, da cui deriva il termine contemporaneo.
Con il passare dei secoli, poi, la tradizione si è evoluta: gli animali da cortile come maiale, pollo e coniglio sono entrati stabilmente nelle composizioni degli spiedi. In molti casi è cambiata anche la tecnica di cottura, con l’avvento dei motori elettrici.
Anche se, sotto quest’ultimo aspetto, i bresciani più intransigenti non hanno mai voluto negoziare sulla cottura a legna, di olivo o di vite. E voi come vi ponete rispetto alla tradizione dello spiedo bresciano? Fateci sapere la vostra qui sotto.



