È un Brescia di esperti viaggiatori: fuori casa media di 2,5 punti a gara

Dieci su diciotto. Così come dieci su dodici. Sono rispettivamente i punti conquistati in trasferta rispetto a quelli complessivi in classifica e rispetto a quelli in palio lontano dal Rigamonti. Perché il Brescia, al momento, è decisamente una squadra da viaggio. Due punti in più messi nel carniere e con una partita in meno giocata: quattro quelle fuori casa, cinque quelle affrontate a Mompiano.
Convincenti
Tre le vittorie ottenute, e meritate, da Balestrero e compagni. E sono tutte vittorie con lo scarto di due gol, quasi a sottolineare la superiorità mostrata in campo: Trento, Renate e Pro Patria le vittime. En plein – per una media stratosferica, e da promozione, di 2,5 punti a partita – solo sfiorato per colpa di quella disattenzione a trenta secondi dalla fine a Verona dove la Virtus ha colto il pari su palla d’angolo.
Riepilogo
Il cammino tra le mura amiche (media di 1,6 punti a gara per una media globale di due punti secchi a partita) parla invece di due vittorie (la manita alla Pro Vercelli e il 2-0 alla Giana), due pari (l’inutile tiro al bersaglio con il Novara per l’1-1 finale e lo 0-0 con la Pergolettese) ed una sconfitta, quella all’esordio del campionato contro l’Arzignano, bravo e cinico a sorpassare nel finale con due ripartenze letali gli uomini di Diana.

Numeri che farebbero intendere che le pressioni casalinghe non sono ancora state metabolizzate del tutto per permettere ai biancazzurri di vivere il match con più serene razionalità.
Considerazioni
Ma è anche vero che i «campacci» trovati lontano dal Rigamonti mal si addicono alle qualità tecniche dell’Union, qualità che invece sul ‘tappeto’ di casa hanno tutte le possibilità di emergere e di fare la differenza. Così come è altrettanto vero che le avversarie sono più votate a giocarsela, o a provarci, in casa loro, lasciando al Brescia quegli spazi che, spesso, a domicilio, sono intasati dall’impostazione ultra difensiva della controparte.
Impostazione che, e mister Diana l’ha sottolineato più volte, è un atteggiamento sovente dettato (vedi Pro Patria) dalla forza d’urto dei suoi. La verità sta allora nel considerare ogni partita a sé. La prova è proprio nell’1-1 di Verona perché, se è vero che due punti sono stati buttati alle ortiche, è altrettanto vero che la prestazione non fu delle migliori, mentre il pari interno con il Novara grida ancora vendetta per l’incredibile serie di parate dell’estremo dei piemontesi.

Di certo, e questo è un dato di fatto innegabile, il Brescia possiamo figurarcelo come un gruppo di...esperti viaggiatori per tanto ha mostrato personalità e superiorità su tutti i campi che l’hanno sin qui ospitato. E questo fa ben sperare per il big match di domenica a Lecco, prova del nove, seppur lontana dagli esami, per le ambizioni bresciane.
Una trasferta, la quinta per pareggiare i match dentro e fuori, per confermare questa indole. E quell’identità di squadra ormai chiara. Fondamentale per inseguire quel «13».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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