La sconfitta di Ascoli ha chiuso la prima (lunghissima) stagione dell’Union Brescia. È tempo di bilanci, e di giudizi sui singoli. Ecco il pagellone di fine anno dei biancazzurri..
I portieri
6.5 – Stefano Gori

Statura elevatissima per la categoria: il Brescia ha un portiere forte, e questa è una precisazione doverosa. Qualche volta ha tradito, sbagliando con i piedi (come col Trento) o nelle uscite, punto debole del suo campionato. Ma tra i pali ha guizzi impressionanti. Ventuno clean sheet non si fanno per caso, nemmeno se sei protetto da una difesa di ferro.
sv – Luca Liverani
Quattro presenze, tutte in coppa, una rete inviolata (a Carpi) e sei reti subite. Troppo poco per ricavarne un giudizio sufficientemente rotondo. Uomo spogliatoio.
sv – Mattia Damioli
Spola tra Primavera e grandi, con i quali non ha mai esordito in stagione.
I difensori
7.5 – Alberto Rizzo

Grande costanza, uno dei pochissimi risparmiati dalla scure degli infortuni. Ha chiuso in crescita, da uomo in più dei play off. Numeri discreti per un braccetto (un gol e due assist), ma i numeri non raccontano tutto. Corini l’ha definito il «primo regista» della squadra: espressione calzante.
7 – Frederik Sorensen

Il suo campionato è cominciato in ritardo per un guaio fisico. Una manciata di partite saltate, ma è stato uno dei più impiegati. Massima affidabilità. Un altro indiscutibile artefice dell’impermeabilità difensiva dell’Union.
6 – Nicola Pasini

Parte da qui il gran valzer delle ginocchia che hanno fatto crac. Prima di fermarsi col Lumezzane le aveva giocate tutte, da leader, al centro del terzetto. Senza quello stop il voto sarebbe stato indubbiamente più alto.
6.5 – Luigi Silvestri

Ha preso in mano la squadra quando più contava, nei play off (escluso il naufragio di Ascoli). L’ha fatto in una casella scomoda, quella di centrale, con traboccante personalità. Ma nelle valutazioni rientra pure un girone d’andata molto complicato. Stagione spezzata in due: il bivio, per lui, è stato anche l’arrivo di Corini.
sv – Lorenzo Moretti
È arrivato a gennaio e si è fermato quasi subito per infortunio. Ha recuperato giusto in tempo per una partita intera nel ritorno col Casarano e un cammeo a Salerno. Ingiudicabile.
6.5 – Loris Armati

Pochi scivoloni, una duttilità che ha fatto le fortune di Diana prima, e di Corini poi. Nessuno l’ha mai considerato un titolare, ma è il settimo giocatore di movimento per minutaggio. Sottovalutato.
I centrocampisti
6.5 – Alessandro Mercati

Avrà pure i suoi difetti, come l’irruenza che gli ha fatto saltare la finale, ma esiste un Brescia con e senza di lui. È il metro di misura della sua importanza. Ora si brinda a una stagione, la prossima, senza infortuni (che in questa gli hanno fatto saltare quattro mesi).
6.5 – Davide Balestrero

La pioggia acida di critiche non l’ha risparmiato, soprattutto all’inizio. Numeri alla mano ha fatto bene: primo centrocampista per gol (4), primo in assoluto per assist (6). Fascia indossata sempre con rispetto e senso del dovere. In alcuni frangenti, forse, percependone troppo il peso.
5.5 – Andrea Cisco

Tre gol e tre assist: buon bottino, ma il voto statistico è scarnificato dal potenziale inespresso. Uno con quella gamba e quegli spunti potrebbe fare molto di più.
6.5 – Alessandro Mallamo

Il gol sbagliato ad Ascoli? Una stagione (mezza, in questo caso) non si racchiude in un episodio. L’impulso alla svolta in mediana l’ha dato lui al rientro dall’infortunio. E questo resta, a prescindere da quello che sarebbe potuto essere e non è stato.
6 – Alberto De Francesco

Per un tratto di strada, a febbraio, è stato il metronomo che serviva al Brescia. Senza di lui quella casella sarebbe rimasta sguarnita, con grosse ripercussioni a livello tattico. Troppe gare saltate per infortunio, però: sarà inevitabilmente un tema nelle valutazioni per il prossimo anno.
6.5 – Vincent De Maria

Scatto importante nei play off, dopo una stagione regolare altalenante. Vale il discorso fatto per Cisco, seppur in maniera più blanda: poteva fare qualcosa di meglio. Ma è uno su cui vale la pena puntare.
6 – Mattia Zennaro

Quando c’è stato, a nessuno è venuto in mente di schiodarlo dal campo, che fosse in regia o sulla trequarti. Il problema quest’anno è stato proprio esserci. Quanta fatica con quel ginocchio.
5.5 – Riccardo Fogliata

L’unico punto di contatto (nel parco giocatori) con il vecchio Brescia. Veniva dalla B, ci si immaginava potesse imporsi di più. E invece è rimasto sempre un po’ nell’ombra.
6 – Brayan Boci

Gamba e capacità di adattarsi, pure lui un’arma che Corini (più di Diana) ha sfruttato volentieri. Alternativa di livello a sinistra, ma anche nel pacchetto di centrali.
7 – Alessandro Lamesta

Per restare nel solco delle citazioni coriniane: anche il Brescia ha il suo Bernardo Silva. È un’iperbole, a livello tecnico non c’è paragone (e non ce ne vorrà il diretto interessato). Che acquisto prezioso, però: mezzala, regista, trequartista. Ha fatto tutto, e con qualità.
sv – Simone Cantamessa
Rientrato a gennaio dal prestito al Lumezzane, ha raggranellato poche apparizioni. Settantatré minuti in totale.
sv – Davide Guglielmotti
La fascia destra è sempre rimasta senza un vero padrone. Chissà come sarebbe andata, se ci fosse stato. Invece il tramonto sul suo campionato è calato troppo presto, a ottobre.
6 – Manuel Marras

La svolta alla sua stagione l’ha data il buonsenso: quello che ha avuto Corini nel dirottarlo in mezzo dall’esilio in fascia. La sua qualità ci ha messo più del dovuto ad affiorare, ma quando l’ha fatto si è capito perché il club si sia sforzato tanto per portarlo qui. Solo che la valutazione globale deve tener conto pure delle settimane iniziali da corpo estraneo.
Gli attaccanti
5.5 – Davide Di Molfetta

Un grande avvio (con gol capolavoro all’Arzignano), un declino graduale e il tunnel del ginocchio, pure per lui. Per una miriade di fattori, un’annata complessa dopo la doppia cifra a Salò nel 2024/2025.
5 – Luca Vido

Annus horribilis, passato per tre quarti in infermeria, e nel restante quarto in gestione, senza l’appoggio di una condizione atletica adeguata. Colpa del suo fisico, non delle sue qualità, che non si discutono. Ma l’esito finale è stato questo.
5.5 – Tommy Maistrello

Che illusione le prime settimane. L’infortunio al menisco ha essenzialmente chiuso la sua stagione (anche se nel finale è rientrato per una manciata di spezzoni), ma in quel periodo stava già rallentando dopo i quattro gol consecutivi tra Trento e Giana Erminio.
5.5 – Alberto Spagnoli

Pesano gli infortuni. Un gol fondamentale a Lecco. Ma in quest’annata non c’è molto da salvare.
6 – Mattia Valente

Uomo di coppa: tre centri in tre presenze. Sprazzi di un talento grezzo, ma che merita la pazienza che gli si sta accordando. Ha appena diciannove anni, una carriera davanti.
7 – Denis Cazzadori

Eroico nei mesi invernali in cui l’epidemia di infortuni ha desertificato l’attacco. Anche per questo ha chiuso boccheggiando.
8 – Valerio Crespi

Ha segnato tanto (undici reti in una ventina di gare), ha spostato di più: l’Union ha trovato il centravanti sul quale costruire il proprio futuro. Il migliore, pur essendo arrivato a fine gennaio.




