Crespi super, flop Vido: Brescia, il pagellone di fine stagione

Grande annata anche per Rizzo: 7.5. Ci si aspettava di più, per potenzialità, da Cisco. In molti casi il rendimento è stato condizionato dagli infortuni
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Valerio Crespi e Luca Vido - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Valerio Crespi e Luca Vido - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

La sconfitta di Ascoli ha chiuso la prima (lunghissima) stagione dell’Union Brescia. È tempo di bilanci, e di giudizi sui singoli. Ecco il pagellone di fine anno dei biancazzurri..

I portieri

6.5 – Stefano Gori

Gori con il pallone tra le mani
Gori con il pallone tra le mani

Statura elevatissima per la categoria: il Brescia ha un portiere forte, e questa è una precisazione doverosa. Qualche volta ha tradito, sbagliando con i piedi (come col Trento) o nelle uscite, punto debole del suo campionato. Ma tra i pali ha guizzi impressionanti. Ventuno clean sheet non si fanno per caso, nemmeno se sei protetto da una difesa di ferro.

sv – Luca Liverani

Quattro presenze, tutte in coppa, una rete inviolata (a Carpi) e sei reti subite. Troppo poco per ricavarne un giudizio sufficientemente rotondo. Uomo spogliatoio.

sv – Mattia Damioli

Spola tra Primavera e grandi, con i quali non ha mai esordito in stagione.

I difensori

7.5 – Alberto Rizzo

Rizzo, migliore tra i centrali
Rizzo, migliore tra i centrali

Grande costanza, uno dei pochissimi risparmiati dalla scure degli infortuni. Ha chiuso in crescita, da uomo in più dei play off. Numeri discreti per un braccetto (un gol e due assist), ma i numeri non raccontano tutto. Corini l’ha definito il «primo regista» della squadra: espressione calzante.

7 – Frederik Sorensen

Il danese è stato una garanzia
Il danese è stato una garanzia

Il suo campionato è cominciato in ritardo per un guaio fisico. Una manciata di partite saltate, ma è stato uno dei più impiegati. Massima affidabilità. Un altro indiscutibile artefice dell’impermeabilità difensiva dell’Union.

6 – Nicola Pasini

Pasini si è fermato per infortunio a dicembre
Pasini si è fermato per infortunio a dicembre

Parte da qui il gran valzer delle ginocchia che hanno fatto crac. Prima di fermarsi col Lumezzane le aveva giocate tutte, da leader, al centro del terzetto. Senza quello stop il voto sarebbe stato indubbiamente più alto.

6.5 – Luigi Silvestri

Silvestri ha disputato degli ottimi play off
Silvestri ha disputato degli ottimi play off

Ha preso in mano la squadra quando più contava, nei play off (escluso il naufragio di Ascoli). L’ha fatto in una casella scomoda, quella di centrale, con traboccante personalità. Ma nelle valutazioni rientra pure un girone d’andata molto complicato. Stagione spezzata in due: il bivio, per lui, è stato anche l’arrivo di Corini.

sv – Lorenzo Moretti

È arrivato a gennaio e si è fermato quasi subito per infortunio. Ha recuperato giusto in tempo per una partita intera nel ritorno col Casarano e un cammeo a Salerno. Ingiudicabile.

6.5 – Loris Armati

Loris Armati, mister affidabilità
Loris Armati, mister affidabilità

Pochi scivoloni, una duttilità che ha fatto le fortune di Diana prima, e di Corini poi. Nessuno l’ha mai considerato un titolare, ma è il settimo giocatore di movimento per minutaggio. Sottovalutato.

I centrocampisti

6.5 – Alessandro Mercati

Alessandro Mercati, fondamentale per il Brescia
Alessandro Mercati, fondamentale per il Brescia

Avrà pure i suoi difetti, come l’irruenza che gli ha fatto saltare la finale, ma esiste un Brescia con e senza di lui. È il metro di misura della sua importanza. Ora si brinda a una stagione, la prossima, senza infortuni (che in questa gli hanno fatto saltare quattro mesi).

6.5 – Davide Balestrero

Balestrero, primo capitano del «nuovo» Brescia
Balestrero, primo capitano del «nuovo» Brescia

La pioggia acida di critiche non l’ha risparmiato, soprattutto all’inizio. Numeri alla mano ha fatto bene: primo centrocampista per gol (4), primo in assoluto per assist (6). Fascia indossata sempre con rispetto e senso del dovere. In alcuni frangenti, forse, percependone troppo il peso.

5.5 – Andrea Cisco

Annata in chiaroscuro per Cisco
Annata in chiaroscuro per Cisco

Tre gol e tre assist: buon bottino, ma il voto statistico è scarnificato dal potenziale inespresso. Uno con quella gamba e quegli spunti potrebbe fare molto di più.

6.5 – Alessandro Mallamo

Mallamo ha avuto un ottimo impatto sulla mediana
Mallamo ha avuto un ottimo impatto sulla mediana

Il gol sbagliato ad Ascoli? Una stagione (mezza, in questo caso) non si racchiude in un episodio. L’impulso alla svolta in mediana l’ha dato lui al rientro dall’infortunio. E questo resta, a prescindere da quello che sarebbe potuto essere e non è stato.

6 – Alberto De Francesco

De Francesco, prezioso quand'è mancato Zennaro
De Francesco, prezioso quand'è mancato Zennaro

Per un tratto di strada, a febbraio, è stato il metronomo che serviva al Brescia. Senza di lui quella casella sarebbe rimasta sguarnita, con grosse ripercussioni a livello tattico. Troppe gare saltate per infortunio, però: sarà inevitabilmente un tema nelle valutazioni per il prossimo anno.

6.5 – Vincent De Maria

De Maria a Salerno, in una delle sue migliori prove
De Maria a Salerno, in una delle sue migliori prove

Scatto importante nei play off, dopo una stagione regolare altalenante. Vale il discorso fatto per Cisco, seppur in maniera più blanda: poteva fare qualcosa di meglio. Ma è uno su cui vale la pena puntare.

6 – Mattia Zennaro

Anche per Zennaro una stagione tra campo e infermeria
Anche per Zennaro una stagione tra campo e infermeria

Quando c’è stato, a nessuno è venuto in mente di schiodarlo dal campo, che fosse in regia o sulla trequarti. Il problema quest’anno è stato proprio esserci. Quanta fatica con quel ginocchio.

5.5 – Riccardo Fogliata

Fogliata, l'unico giocatore del «vecchio» Brescia rimasto
Fogliata, l'unico giocatore del «vecchio» Brescia rimasto

L’unico punto di contatto (nel parco giocatori) con il vecchio Brescia. Veniva dalla B, ci si immaginava potesse imporsi di più. E invece è rimasto sempre un po’ nell’ombra.

6 – Brayan Boci

Brayan Boci, un jolly molto utile
Brayan Boci, un jolly molto utile

Gamba e capacità di adattarsi, pure lui un’arma che Corini (più di Diana) ha sfruttato volentieri. Alternativa di livello a sinistra, ma anche nel pacchetto di centrali.

7 – Alessandro Lamesta

Lamesta è arrivato a gennaio
Lamesta è arrivato a gennaio

Per restare nel solco delle citazioni coriniane: anche il Brescia ha il suo Bernardo Silva. È un’iperbole, a livello tecnico non c’è paragone (e non ce ne vorrà il diretto interessato). Che acquisto prezioso, però: mezzala, regista, trequartista. Ha fatto tutto, e con qualità.

sv – Simone Cantamessa

Rientrato a gennaio dal prestito al Lumezzane, ha raggranellato poche apparizioni. Settantatré minuti in totale.

sv – Davide Guglielmotti

La fascia destra è sempre rimasta senza un vero padrone. Chissà come sarebbe andata, se ci fosse stato. Invece il tramonto sul suo campionato è calato troppo presto, a ottobre.

6 – Manuel Marras

Su Marras la società ha fatto un investimento importante
Su Marras la società ha fatto un investimento importante

La svolta alla sua stagione l’ha data il buonsenso: quello che ha avuto Corini nel dirottarlo in mezzo dall’esilio in fascia. La sua qualità ci ha messo più del dovuto ad affiorare, ma quando l’ha fatto si è capito perché il club si sia sforzato tanto per portarlo qui. Solo che la valutazione globale deve tener conto pure delle settimane iniziali da corpo estraneo.

Gli attaccanti

5.5 – Davide Di Molfetta

Stagione tormentata per Di Molfetta
Stagione tormentata per Di Molfetta

Un grande avvio (con gol capolavoro all’Arzignano), un declino graduale e il tunnel del ginocchio, pure per lui. Per una miriade di fattori, un’annata complessa dopo la doppia cifra a Salò nel 2024/2025.

5 – Luca Vido

Troppe difficoltà per Luca Vido
Troppe difficoltà per Luca Vido

Annus horribilis, passato per tre quarti in infermeria, e nel restante quarto in gestione, senza l’appoggio di una condizione atletica adeguata. Colpa del suo fisico, non delle sue qualità, che non si discutono. Ma l’esito finale è stato questo.

5.5 – Tommy Maistrello

Maistrello, uno dei tanti che hanno avuto problemi alle ginocchia
Maistrello, uno dei tanti che hanno avuto problemi alle ginocchia

Che illusione le prime settimane. L’infortunio al menisco ha essenzialmente chiuso la sua stagione (anche se nel finale è rientrato per una manciata di spezzoni), ma in quel periodo stava già rallentando dopo i quattro gol consecutivi tra Trento e Giana Erminio.

5.5 – Alberto Spagnoli

Spagnoli dopo il gol al Lecco
Spagnoli dopo il gol al Lecco

Pesano gli infortuni. Un gol fondamentale a Lecco. Ma in quest’annata non c’è molto da salvare.

6 – Mattia Valente

Valente, un giovane promettente
Valente, un giovane promettente

Uomo di coppa: tre centri in tre presenze. Sprazzi di un talento grezzo, ma che merita la pazienza che gli si sta accordando. Ha appena diciannove anni, una carriera davanti.

7 – Denis Cazzadori

Se nel momento più difficile l'attacco è rimasto in piedi lo si deve soprattutto a Cazzadori
Se nel momento più difficile l'attacco è rimasto in piedi lo si deve soprattutto a Cazzadori

Eroico nei mesi invernali in cui l’epidemia di infortuni ha desertificato l’attacco. Anche per questo ha chiuso boccheggiando.

8 – Valerio Crespi

Crespi, Mvp di questa stagione
Crespi, Mvp di questa stagione

Ha segnato tanto (undici reti in una ventina di gare), ha spostato di più: l’Union ha trovato il centravanti sul quale costruire il proprio futuro. Il migliore, pur essendo arrivato a fine gennaio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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