Il Brescia si fa bello: i numeri iniziano davvero a quadrare

Il successo sul Lecco ha certificato che il lavoro di Corini, dopo 12 gare, è arrivato alla prima vera svolta
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

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Union: dopo dodici gare arriva la svolta

Il bello è arrivato. Il bello deve ancora venire. Quale accendiamo? Le due. Perché entrambe le affermazioni sono vere. Contro il Lecco l’Union Brescia di Eugenio Corini ha dato una sensazione di pienezza: nel tipo di prestazione offerta, nel risultato. E la classifica, dopo l’appuntamento perso col salto in alto contro la Pergolettese, ringrazia. Un +6, che poi è un +7, sul terzo posto a 9 giornate dalla fine della regular season, se non è un lupo è un cane grosso: ovvero, se non è un vantaggio decisivo, siamo lì.

Anche se guai a pensare di mettersi a gestire: è proprio quando le cose si mettono bene che chi vuol dimostrare di essere sul serio diventato grande e maturato, si mette a battere la strada al doppio della determinazione. Il Brescia che abbiamo lasciato sabato festante sotto la Nord, applaudito con convinzione da tutto lo stadio che a un certo punto della partita si è messo persino a scandire degli «olè», ha messo insieme la miglior rappresentazione di se stesso da quando Eugenio Corini è salito in sella, 12 partite fa.

L'allenatore del Brescia Eugenio Corini - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
L'allenatore del Brescia Eugenio Corini - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Della squadra coriniana c’è stata la versione sui nervi e sull’adrenalina delle prime uscite, poi quella della resistenza, poi quella di una certa stanchezza e di alti e bassi anche fisici. Eccetera eccetera: una cosa, se si eccettua la già menzionata partita con la Pergolettese, non era mai mancata e cioè la consistenza – marmo – del gruppo. Su questa base, col Lecco – proprio nella partita più importante contro la squadra più importante – è come se il Brescia avesse unito tutti i puntini regalando un disegno dai contorni nitidi. Nel quale ogni numero ha composto una figura.

Intanto – il riferimento è appunto il primo segmento di lavoro coriniano – la media punti si è alzata. Dai 2 secchi a partita pre Pro Patria, siamo saliti ai 2,16. L’uno-due inanellato tra la gara coi bustocchi e il Lecco, ci porta a inquadrare un altro numero che inizia a tornare. Ed è, in chiave play off, particolarmente significativo: il rendimento casalingo è diventato un fattore. Con Corini sono state giocate 6 partite a Mompiano e 6 fuori.

L’inversione di rotta

Ebbene, il raccolto sulla propria erba è di 15 punti: un fatturato che vede ora i biancazzurri risaliti al secondo posto anche per passo di marcia interno. In trasferta, i punti fatti sono 11 e anche qui il Brescia (in questo caso dopo mesi di primato) è secondo per rendimento specifico. Sono numeri che chiamano non solo equilibrio, ma che segnano una inversione di tendenza. Così come per tasso realizzativo. Nelle ultime 4 partite, i Corini’s hanno segnato 10 gol. Tanti quanti ne avevano segnati nei primi 8 dell’era «bagnolese».

Quelli che abbiamo riassunto, sono soltanto i macro numeri positivi, dentro i quali ci sarebbero mille altri dati e considerazioni da estrapolare: ma anche così, «alle larghe», qualcosa raccontano. Non è che il Brescia sia esploso all’improvviso: semplicemente, è giunto a un punto attraversando le fasi di cui sopra, a volte anche rimanendo nascosto tra le pieghe. Che a volte, come in occasione della partita con la Pergolettese sono state ben più numerose delle stirature destando preoccupazione.

La competizione all’interno del gruppo

Però, e torniamo daccapo, il bello deve ancora venire. Sotto forma di continuità su tutti i fronti: risultati, idee, condizione. È la nuova sfida che attende Balestrero e compagni interessati anche dalla fioritura di nuove gerarchiche, come sugli esterni. Dove Marras – che sabato ha giganteggiato – ha preso il posto di Cisco e dove dall’altra parte Corini dà l’idea di preferire elementi più difensivi come Boci o Rizzo.

I tifosi del Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
I tifosi del Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

È il nuovo livello della competizione interna che ora però è necessario si apra anche a centrocampo e attacco. Torniamo sempre lì: a scrutare l’orizzonte dei recuperi per esorcizzare un’emergenza che è passata, eppure non passa mai. Mentre il bello è arrivato, eppure deve ancora venire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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