Non esiste una ricetta per il successo: s’affannano tutti a cercare l’equilibrio perfetto tra gli ingredienti, ma venirne a capo per farne un paradigma è un’impresa che non è ancora riuscita a nessuno. Prendiamo uno dei più importanti: l’esperienza. Come si misura? Con l’età media. Più è alta, più è ampio il bagaglio di presenze e di abitudine a misurarsi con certi palcoscenici. Questo indicatore da solo non è esaustivo, perché è un concetto che porta con sé una componente di astrattezza, e quindi non misurabile. Ma lascia una traccia.
I numeri

Ad esempio questa: nel girone A di serie C, le due favorite (Vicenza e Brescia) hanno rispettivamente la terza e la prima rosa più vecchia del campionato. L’Union è l’unica squadra a superare i 27 anni (27,2, per l’esattezza), i veneti si fermano a 26. In mezzo c’è il Cittadella (a quota 26,4), che prima dell’avvio disastroso rientrava a detta di molti nel gruppetto delle più forti. Il Lecco, con la quarta età media più alta (24,9), è quello che più si è avvicinato a tenere il passo della capolista.




