Calcio

Union Brescia, 5 punti buttati via da situazioni di vantaggio

Altrettanti sono ora anche i punti da recuperare sul Vicenza capolista, ma le prestazioni non sono mai mancate
L'Union Brescia dopo il pareggio con la Virtus Verona - © www.giornaledibrescia.it
L'Union Brescia dopo il pareggio con la Virtus Verona - © www.giornaledibrescia.it
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Gira il mondo gira e insieme a esso anche qualcos’altro. Il pareggio beffa al gusto di sconfitta contro la Virtus Verona richiede un attento processo di digestione e metabolizzazione. Pena il serio rischio di portarsi moralmente appresso il peso dei due punti sciaguratamente persi come un’ombra. Ieri mattina nel quartier generale dell’Union Brescia regnava ancora un grosso dispiacere misto rabbia. Più che altro per come, oltre al quando, il gol del pareggio è stato subito. Questione di dettagli che però non sono stati solamente dettagli, bensì sostanza pura dentro quel minuto, dentro quel recupero, che ha stravolto anche il piano della classifica.

Questo è il punto, questo è il quadro. E a proposito di quadro giova ricordare e ricordarsi che abbiamo in oggetto una realtà che esiste da soli due mesi e mezzo. Che certo, ha preso vita da una struttura sportiva già esistente: ma rispetto alla rosa della vecchia FeralpiSalò sono 12 i nuovi giocatori inseriti.

Non si tratta di una difesa d’ufficio di niente e di nessuno: semplicemente è una specie di «richiamo» al contesto per non perdere quella lucidità che d’obbligo mantenere allo stato attuale ritrovandosi a valutare, ognuno nel proprio ruolo e dalla propria posizione, il rallentamento dell’Union Brescia alla corsa al vertice.

Percorso di crescita

Ci eravamo illusi che il percorso di crescita, consolidamento e adattamento sarebbe stato privo di buche e inciampi e che l’entusiasmo circostante sarebbe bastato ad accelerare da subito il piano. Ma non è così. E va accettato.

Ciò detto, è evidente che per l’epilogo della partita di quartiere a Verona va recitato un mea culpa. Perché se anche la tabella dell’obiettivo serie B dettata dal presidente Pasini non ha tempi stringenti - anzi: e alla parola progetto si deve pure attribuire un significato - è ovvio che si provi a puntare già da quest’anno al bersaglio grosso. E per chi questo bersaglio vuole provare a fare di tutto per centrarlo, non può mettersi a balbettare come è stato fatto nel finale con la Virtus. Questo resta.

E mister Aimo Diana analizzerà con cura le sue scelte e dovrà capire come mai non solo l’ultimo episodio, ma tutta la porzione di partita dopo il gol del vantaggio siano stati gestiti piuttosto male dentro una prestazione poco brillante e dentro una partita da 0-0, ma che dopo averla sbloccata era doveroso portare a casa. A maggior ragione contro avversari a loro volta in difficoltà e che per trequarti di partita si erano dedicato solo a svolgere un’accurata fase di non possesso.

Scoccia aver perso per strada punti del genere e da situazioni di vantaggio sono già 5 quelli lasciati visto che anche con l’Arzignano l’harakiri (fu sconfitta vera e non solo percepita in quel caso) era maturato dopo essere andati avanti. Pure quella volta fatale fu il finale (il 90’) e fatale fu un colpo di testa. Ma in quell’occasione (era la prima di campionato) l’Union Brescia, a differenza di domenica in cui la squadra ha finito per abbassarsi troppo, peccò di frenesia - o se si vuole di generosità - cercando di andare a vincerla a tutti i costi dopo aver subito il pari. Fa tutto parte di un cammino, che consiste anche in una situazione in cui molti giocatori vanno ancora scoperti e devono pure scoprirsi tra loro.

Livellamento

Aimo Diana, tecnico del Brescia - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Aimo Diana, tecnico del Brescia - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it

In una situazione in cui anche c’è da andare a livellare una condizione fisica che non è uguale per tutti anche perché non tutti sono arrivati nello stesso momento. In tutto questo, c’è anche da fotografia la situazione nel suo insieme: ne esce lo scatto di una squadra che ha sbagliato mezze porzioni di partite, ma che non è mai mancata globalmente sul piano della prestazione. L’attenzione va posta sui dettagli: siano essi una maggior concretezza a fronte di quanto si produce (e solo domenica in fondo è stato prodotto meno in termini di materiale offensivo) o più attenzione. Si sa che la pazienza non è amica delle aspettative, ma le aspettative devono fare i conti con un sano realismo: è lunga ed è dura e anche se il gap di classifica che già si sconta col Vicenza è di una certa entità è ancora lunga. Molto lunga. E se questo non lo si tiene sempre a mente sarà ancora più difficile.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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