Raggiungere l’indipendenza è una gran cosa, ma tra l’essere tali e il poter fare a meno di qualcuno o qualcosa, ce ne passa. Anche perché uno non vale mai uno. Per questo/i stesso/i principio/i, per una squadra di calcio – come accade nell’Union Brescia – è una benedizione sviluppare un’attitudine al gol che sia di tutti. Così, gioie e responsabilità sono in condivisione. E come si parla di fase difensiva, è giusto parlare di fase offensiva.
Cooperativa del gol
Non è un caso che in 9 gare la squadra di Diana abbia già trovato 9 diversi marcatori con De Maria ultimo degli iscritti sul libretto. Sapere che tutti possono far male e devono provare a farne agli avversari, aiuta anche, a esempio, a togliersi un alibi se là davanti manca questo o quello. Però, degli attaccanti non si può fare a meno, specie per sognare in grande. Esattamente come fa il Brescia. Che nonostante una frenata con appena due reti segnate in tre gare prima di tornare a mettere come si deve i puntini sulle «i» a Busto, vanta il secondo miglior attacco del campionato.




