Il Brescia e i gol «indipendenti»: serve di più dall’attacco

Raggiungere l’indipendenza è una gran cosa, ma tra l’essere tali e il poter fare a meno di qualcuno o qualcosa, ce ne passa. Anche perché uno non vale mai uno. Per questo/i stesso/i principio/i, per una squadra di calcio – come accade nell’Union Brescia – è una benedizione sviluppare un’attitudine al gol che sia di tutti. Così, gioie e responsabilità sono in condivisione. E come si parla di fase difensiva, è giusto parlare di fase offensiva.
Cooperativa del gol
Non è un caso che in 9 gare la squadra di Diana abbia già trovato 9 diversi marcatori con De Maria ultimo degli iscritti sul libretto. Sapere che tutti possono far male e devono provare a farne agli avversari, aiuta anche, a esempio, a togliersi un alibi se là davanti manca questo o quello. Però, degli attaccanti non si può fare a meno, specie per sognare in grande. Esattamente come fa il Brescia. Che nonostante una frenata con appena due reti segnate in tre gare prima di tornare a mettere come si deve i puntini sulle «i» a Busto, vanta il secondo miglior attacco del campionato.
I singoli
Un dato lusinghiero, per il quale le punte... punte hanno però contribuito per poco più del 50%: ci sono i 4 gol di Maistrello, i 2 a testa di Spagnoli e Cazzadori e il «solitario» di Vido. Dopo l’exploit iniziale Maistrello è appannato, Spagnoli deve aggiungere qualcosa alla lotta, Vido – seppur in miglioramento – ancora non è pienamente connesso. Il più vivace è Cazzadori, un 2004 sul quale le responsabilità vanno appoggiate piano e che è ancora inevitabilmente al lavoro per essere più incisivo e decisivo. A quota 4 reti è salito intanto Di Molfetta, che però attaccante puro non è: casomai, come con la Pro, può essere un micidiale ispiratore nonché, sulla trequarti, avere ancora più agevolato nella ricerca di colpi da par suo (a tal proposito si attende che possa entrare nelle rotazioni anche Giani).
Ma in area serve una presenza più puntuale per sfruttare meglio corner e calci piazzati, per trovare l’episodio, per finalizzare tutto quanto viene prodotto, per fare meno fatica a macinare vittorie o risultati positivi. Perché una cosa è certa: fin qui il Brescia si è sempre dovuto sudare fino in fondo ogni punto. Tutto ciò ha una chiave di lettura positiva: mentre chi davanti corre è già al suo massimo, per il Brescia – che ha scollinato un primo momento di difficoltà comunque senza ko e certo senza sbracare, anzi – i margini di crescita sono ancora tanti e in attesa di attaccanti dei giorni migliori, ci pensano gli «indipendenti».
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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