Partiamo dai numeri: 46 sono gli anni, 11 quelli passati dall’ultima partita, 328 i gol. Riassunto tutto in un nome: Ronaldinho. Stamattina è sbarcato a Ravenna, atterrando come le rockstar a Forlì all’ora di pranzo.
Così Marina di Ravenna, per una sera (viabilità modificata, strade chiuse), si è trasformata in Rio de Janeiro, «Romagna Mia» in «Mas Que Nada» di Sergio Mendez. E i tifosi, tanti vestiti di verdeoro, hanno ballato e cantato per quel campione che sogna di essere più di un’operazione commerciale dell’amico-presidente Ignazio Cipriani (infatti gli hanno dato quote societarie).

Soldi soldi soldi….
Cipriani ovviamente gli ha affidato la maglia numero 10, anche se sarà solo per una partita, non certo quella con la Reggiana di lunedì sera. Si vedrà.
Intanto sul sito internet ufficiale del club è già in vendita la sua 10 alla «modica» cifra di 129 euro, ma se la ordinate vi arriverà dopo il 20 ottobre (e per completare il kit c’è il cappellino nero a 28 euro). Ma non si tratta di un’operazione di marketing eh...
Calciatori lo si è sempre
Comunque sia, vuoi mettere però Dinho che scende in campo nella serie C italiana? Un po’ (tanto) fa sorridere, ma allo stesso tempo fa anche un po’ effetto. Per allenarsi, con le parole, nel tardo pomeriggio ha fatto il sold out alla conferenza stampa: testate nazionali, straniere, ospiti vip, tifosi, dirigenti, amministrazione comunale. Mancavano giusto «il commissario e il sagrestano».
«Sono qui per amicizia e per aiutare», ha detto. E quando gli è stato chiesto se scenderà davvero in campo con la maglia giallorossa, ha risposto con un «Non lo so, dipende dal presidente e dall’allenatore». La tipica frase da calciatore in attività, proprio come quando giocava nel Barcellona con 20 anni di meno nelle gambe. Ma a Ravenna va bene così e gli dice soltanto «obrigado».




