Un altro bivio da non sbagliare: il Brescia a Crema per cementarsi

Anzitutto una notizia: il Vicenza ha perso l’imbattibilità. Nell’extratime in cui spesso ha ferito, stavolta, con l’Alcione, è perito. È una notizia fine a se stessa, che non incide sui pensieri e sul cammino di una Union Brescia che alla meglio, dopo stasera, resterebbe alla siderale distanza di 13 punti da colmare quando il campionato è già nel mezzo della parabola discendente.
Il Brescia ha da pensare a se stesso, a cesellarsi dopo una stagione fin qui passata a resistere ai colpi dall’infermeria. Un Brescia che deve cementarsi, ma non solo: può mettere altri mattoncini di distanza tra sé e il Lecco che ieri – ecco la vera notizia che interessa – si è fatto rimontare da 2-0 a 2-2 dalla Virtus Verona. Si può andare sul +4: non sarebbe niente male mentre si sta ancora cercando di asciugare l’infermeria.
L’appuntamento
Vige l’obbligo non scritto di andare a far raccolto in casa della Pergolettese. D’accordo: lo stadio «Voltini», caso più unico che raro per quanto riguarda l’aspetto «climatico» delle piazze del girone, sa come andare a temperatura. E sempre d’accordo che i cremaschi sono riusciti a racimolare 8 punti nelle ultime 5 gare sicché ce n’è abbastanza per dire che si tratta di squadra viva. Resta tuttavia un fatto: la squadra di Mario Tacchinardi è l’ultima del raggruppamento per punti fatti tra le proprie mura. Sono solo 8 messi insieme con due vittorie e altrettanti pareggi. Tutto qui.
Vale il «claim» pre confronto con la Virtus Verona: rispetto per tutti, paura di nessuno. Non può averne la squadra di Eugenio Corini ricaricata dalla bella vittoria contro i veneti in virtù di una gara da un tempo e mezzo ripieno di autorevolezza. Come una squadra che vuol dirsi e specchiarsi grande, deve saper fare. Anche ovviamente appoggiandosi a quello che fin qui è stato uno straordinario rendimento in esterna: fuori casa sono stati raccolti ben 29 punti. E ancora, con appena 4 reti subite, non si conosce sconfitta.
L’equazione non equazione
Dunque si affrontano la peggior squadra casalinga e la miglior trasfertista: naturalmente, per fare in modo che ne esca una equazione, occorre avere una testa olimpica. Come di chi sa che l’oro se lo deve andare a procacciare. Di troppa sicurezza e di altrettanta pressione, d’altronde si cade come testimoniano anche alcuni atleti che a Milano Cortina, da attesi protagonisti si sono ritrovati sul lettino dello psicologo.
Ma di lezioni il Brescia ne ha già imparate a spese proprie e in attesa di recuperare tutto il cucuzzaro in termini di rosa, bisogna comunque tenere il pazzo. Che deve essere di vittorie, di filotto. Il processo di mentalizzazione va affinato perché alla fine del mese ci sarà la resa dei conti con il Lecco: riuscire a mettere una pietra più o meno tombale sul discorso secondo posto, vorrebbe dire iniziare a potersi dedicare in maniera sempre più ragionata ai play off. Una alla volta: stasera non è da sbagliare.
Le ultime di formazione
(di Fabrizio Zanolini)

Il diktat di Eugenio Corini è chiaro: «Non forzare il rientro di nessuno degli infortunati». Ragion per cui, il ritorno di Vido e Spagnoli è procrastinato alla prossima. E così questa sera, a differenza della gara con la Virtus Verona, la lista dei convocati avrà un solo uomo in più, Maistrello, che tornerà a disposizione dopo 111 giorni partendo, chiaramente, dalla panchina. Nel 3-5-2, ballottaggio Rizzo-Moretti (sebbene anche Armati si sia ristabilito) per completare la linea con Silvestri e Sorensen davanti a Gori; Marras-Cisco e Boci-De Maria le alternative sulle fasce con De Francesco play e Lamesta-Balestrero ai suoi fianchi. Davanti, la coppia Cazzadori-Crespi.
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