Via la maschera. Non però quella dell’Ospitaletto, che non sta facendo nulla per nascondersi, settimana dopo settimana, sempre lì sul podio del girone A. Ma quella del Renate, «finta» ultima, forse, o più correttamente «vera» ultima non per problemi strutturali, bensì per un prolungato blackout che da quelle parti sperano di risolvere. Insomma, il fanalino di coda che nessuno si aspettava – anche perché il Renate da anni aveva fatto l’abbonamento ai play off e dunque alla parte sinistra della classifica – arriva oggi al Corioni (calcio d’inizio alle 20.30) per darsi una spinta, tirarsi fuori dalle sabbie mobili e dimostrare che il cambio di allenatore, con Simone Banchieri che ha sostituito dopo sei partite Giacomo Gattuso, non è stato inutile. Banchieri è tecnico d’esperienza, abituato a risolvere situazioni scabrose. Non solo: negli ultimi sei tornei ben cinque volte è subentrato tra Renate, Pontedera, Messina, Vis Pesaro e Pro Sesto. Insomma, è un tecnico che non teme di mettere le mani nel fango.
Le parole
E allora via la maschera e attenti alla buccia di banana, perché a questo somiglia la sfida di stasera per i ragazzi di Andrea Quaresmini, che infatti in conferenza è subito chiaro. «Il Renate è squadra attrezzata per stare in alto – sottolinea l’allenatore –. Quel che è stato nel primo mese e mezzo non va a inficiare la partita. O, meglio, questo può avvenire solo se noi riusciamo a esporre le loro difficoltà».
Qualche numero può aiutare la lettura: posto che 2 punti conducono dritti allo zero più pesante, quello delle vittorie, il Renate fin qui ha palesato problemi in avanti, con cinque reti segnate in sette gare, dato che rappresenta il terzo peggiore attacco. E se il calendario fin qui non è una giustificazione, dato che sul percorso dei brianzoli ha posto una sola vera big, il Cittadella, va ricordato che il Renate non ha mai deragliato, perdendo quattro volte su cinque di misura. «Io ho avuto modo di studiare l’ultima loro gara – ricorda Quaresmini –, quella contro il Treviso in casa, anche perché è stata l’unica giocata col nuovo allenatore. Hanno perso per una disattenzione, in un contesto equilibrato tipico di questo girone».
L’Ospitaletto, che recupera Messaggi e porta in panchina Possenti (da valutare il suo impiego) è in forma mentale e fisica strepitosa, e sa che molto dipenderà dalla propria interpretazione del match: chi attaccherà chi? Dovendo recuperare posizioni, il Renate potrebbe voler provare a controllare la gara e il 4-3-1-2, se confermato, è modulo propositivo. Quaresmini, invece, è convinto che «una squadra ferita cercherà di sbagliare il meno possibile e quindi non concederà spazi: dovremo essere pazienti e veloci nel muovere palla».
C’è però un dato che, dietro i possibili timori che anche una sfida all’ultima della classe può celare, conforta e spinge l’Ospitaletto: la capacità di battagliare, che s’è vista in contesti tirati, dai quali gli orange sono usciti sempre bene, o quasi. In rimonta con AlbinoLeffe, Arzignano e Carpi, vittoriosi dopo un avvio rabbioso degli avversari a Novara. «Sì, sappiamo lottare», sottolinea, e non a caso è l’ultima frase, Quaresmini.



