Se puoi sognarlo, puoi farlo. «E noi cercheremo di essere un po’ sognatori» è il proposito espresso da Rolando Maran. Il punto è: questo Brescia che naviga nel mare della piattezza che lo circonda, sa ancora come si sogna? Lo scopriremo proprio oggi, a partire dalle 15. Sono «incoscienti giovani» come li canta Achille Lauro che servono per provare a trovare un punto debole al Sassuolo che veleggia verso la serie A macinando grandi numeri e record: su tutti quello del miglior attacco dopo 25 giornate. Sono 56 gol, 2.24 a partita, già sfornati dentro quella mini lega a tre che la squadra di Fabio Grosso sta giocando con Pisa e Spezia. Dietro tutte le altre, a cercare, ognuno come può, di fare il solletico e scompensare così le certezze di corazzate che sono macchine pressoché.
Col Sassuolo (in casa ha lasciato solo 4 punti e la sola e unica sconfitta al Mapei con la Cremonese il 31 agosto) che è la più perfetta di tutte per qualità generale, qualità dei singoli, bravura e conoscenza di chi allena, capacità di vincere in tanti modi diversi. Presentata così, l’avversaria di giornata, meglio restare a casa. Invece no. I numeri raccontano una storia dandole un preciso filone narrativo, ma non la determinano fino in fondo: lo spazio per un colpo di scena può sempre esserci. Ed il Brescia, perlomeno quello che sa essere un minimo presente a se stesso, quello che può contare su qualche giocatore ritrovato, quello consapevole che il countdown è cominciato e che può ancora finire male, ha qualche arma da utilizzare per incarnare la parte del «personaggio» del giorno. E in trasferta, lo dicono anche in questo caso i numeri, si trova maggiormente a proprio agio che non in casa. Il 2-5 patito all’andata con gli emiliani sancì l’apertura della crisi infinita di un Brescia allora accreditato per una buona stagione di vertice e che da big interpretò quella partita. Uscendone con ossa e autostima a pezzi.

Presupposti
Oggi, il Brescia è una squadra che lotta per la salvezza e che ogni giornata rischia di ritrovarsi nella melma dei play out (per fortuna, nel dubbio, questa giornata propone almeno tre incroci nelle zone basse: possono servire per rimanere perlomeno a galla a prescindere dal risultato del Mapei) e che partita dopo partita cerca di combattere i propri demoni. E questo pomeriggio, è proprio con grande umiltà, badando al sodo e sguainando lo spadone e tutto il corredo base a livello caratteriale, che il Brescia dovrà approcciare il Sassuolo delle stelle Berardi (4 gol e 10 assist) e Laurentié (12 gol - capocannoniere - e 5 assist).
Coraggio
Umiltà non è però sinonimo di tapineria: non significa abbassare passivamente la testa e non avere coraggio di osare. Quello che è mancato contro la Salernitana in una gara che però, mentalmente, aveva un peso specifico grandissimo dato che era uno scontro diretto. Paradossalmente, oggi, si può e si deve essere più leggeri e vedere un po’ come va. Consci del fatto che dopo oggi mancheranno 11 partite e che la media punti per salvarsi è destinata a essere più alta di sempre: il che significa che bisogna sempre mettersi nelle condizioni di pensare di poter strappare punti un po’ ovunque. Con testa e orgoglio: doti che Maran possiede in abbondanza e che sa come trasferire ai suoi. Se puoi sognarlo, puoi farlo: senza pensare a numeri e grandezze, solo provando a essere «incoscienti giovani».
Le ultime di formazione

Le defezione di Olzer all’ultimo (botta al ginocchio) «risolve» il ballottaggio sugli esterni d’attacco che, in caso di 4-3-3 – modulo speculare con il Sassuolo e più probabile scelta di Maran d’inizio gara – vedrà il fresco ex D’Andrea e il ristabilito Nuamah ai fianchi di Borrelli per supportare Gennaro ma anche per dare un occhio alle folate dei quarti difensivi neroverdi. Centrocampo con Verreth che torna in cabina di regia.




