Per un punto Martin perse la cappa. È sempre il caso di ricordare che i particolari non sono dettagli, ma sostanza. E che delle volte, da errori apparentemente piccoli possono scaturire conseguenze pesanti. E così, parlando solo di campo (ma quanto e sempre ci sarebbe da soffermarsi sulla linea di condotta societaria) una sfumatura via l’altra, soltanto nell’ultimissima mini porzione di campionato, il Brescia ha perso l’occasione di trarsi d’impaccio e sfuggire da demoni, fantasmi e paure. Che sono lì, a far gruppo insieme a tutte le squadre che tremano: in una triste, estremamente infelice ammucchiata di coda. Dentro una classifica sempre cortissima.
Sospiro di sollievo
Il Brescia che dopo una mattinata di scarico a Torbole ha trascorso la domenica pomeriggio sul divano a leccarsi le ferite ha potuto nel frattempo tirare un piccolissimo sospiro di sollievo: Mantova e Reggiana avrebbero potuto scavalcarlo. Certo, avrebbero anche potuto rimanere là dov’erano, a comporre un cuscinetto a quota 28, ma l’importante è stato evitare il male peggiore. Tanto per aiutarsi a rimanere calmi, consolarsi, e ripetersi che questo campionato ha ancora la pazienza di aspettare tutti quando eppure mancano soltanto 11 partite al termine della regular season.




