Il gol convalidato sabato al Pisa è espressione di nuove direttive su questa tipologia di episodi. Angelo Bonfrisco, ex arbitro di serie A, ci aiuta a entrare nelle pieghe del regolamento, e soprattutto della sua interpretazione: «Fino a qualche tempo fa il criterio di riferimento era il cono di visione: nel caso specifico il giocatore del Pisa vi si trova all’interno al momento della conclusione di Tramoni, e dunque con le vecchie linee guida sarebbe stato senza ombra di dubbio fuorigioco punibile. Ma l’ultima versione del fuorigioco su questa casistica è molto precisa: non si parla più di cono, bensì di linea di visione.

Nei replay mandati in onda manca un’inquadratura che fughi ogni dubbio. Quindi non possiamo avere l’assoluta certezza che il giocatore sia perfettamente in linea con il portiere, ostruendone la visuale. Mi auguro e credo che in sala Var abbiano verificato che Lezzerini riesca a veder partire il pallone». Questa l’unica discriminante? «Sì. Il giocatore del Pisa è molto oltre l’ultimo difensore, e il suo è un movimento di partecipazione, ma se il portiere non è coperto dall’avversario sulla linea di tiro, tendenzialmente, questi gol vengono assegnati».



