Scontri in Brescia-Cosenza, il Ministero dell’Interno parte civile

Il Viminale è l’unico che si è costituito, quantificando in un milione di euro il risarcimento dei danni materiali e di immagine. Udienza aggiornata al 6 novembre
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

Poliziotti in tenuta anti sommossa per contrastare l'invasione di campo - © www.giornaledibrescia.it
Poliziotti in tenuta anti sommossa per contrastare l'invasione di campo - © www.giornaledibrescia.it

Ci sarà solo il Ministero dell’Interno tra le parti civili costituite contro i 94 tifosi imputati di resistenza aggravata, danneggiamenti, lesioni e violazione delle norme che assicurano il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive con relazione all’invasione di campo e agli scontri che si sono verificati al Rigamonti l’1 giugno del 2023 al termine della partita che assegnava la salvezza in serie B tra il Brescia e il Cosenza. Il Viminale ha quantificato in un milione di euro il risarcimento dei danni materiali e di immagine.

Due imputati hanno invece chiesto di patteggiare, 32 di essere ammessi al rito abbreviato, 50 alla messa alla prova, mentre 10 hanno deciso di discutere il rinvio a giudizio. Il gup Federica Brugnara ha aggiornato l’udienza al 6 novembre.

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