Rigamonti e gli altri, le storie dietro i nomi degli stadi bresciani

Ex giocatori, politici, presidenti, benefattori e partigiani: viaggio tra i campi della nostra provincia
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Una veduta aerea dello stadio Mario Rigamonti di Brescia © www.giornaledibrescia.it
Una veduta aerea dello stadio Mario Rigamonti di Brescia © www.giornaledibrescia.it

Una storia dietro ad ogni campo. Vi siete mai chiesti perché questo o quello stadio – grande o piccolo che sia – siano intitolati a nomi più o meno noti? Se la risposta è sì, questo è un articolo che può solleticare la vostra fame di sapere: in provincia ci sono più di un centinaio di campi da calcio, intitolati ad ex calciatori, politici, sacerdoti, benefattori, presidenti e chi più ne ha più ne metta.

Pirlo, caso unico

Sarebbe troppo facile partire da Mario Rigamonti, a cui è intitolato lo stadio cittadino. Partiamo da Andrea Pirlo, perché è un caso unico: al centrocampista campione del mondo con l’Italia nel 2006 la sua Flero ha dedicato l’impianto del paese, anche se il Genietto è ancora in vita. Un po’ come ha fatto anni addietro la cittadina austriaca di Graz, che fino al 2005 aveva dedicato l’attuale Merkur Arena all’attore Arnold Schwarzenegger.

Flero ha già intestato il proprio campo al campione del mondo Andrea Pirlo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Flero ha già intestato il proprio campo al campione del mondo Andrea Pirlo - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Rigamonti alla seconda

Tra tutti i campi, ovviamente il Mario Rigamonti di Mompiano è il più famoso. Lo stadio cittadino porta il nome del difensore bresciano scomparso nella tragedia di Superga che coinvolse il 4 maggio 1949 il Grande Torino. Ma attenzione, non è l’unico: anche il campo sportivo della sua Capriolo porta il nome di Rigamonti, che nel paese natìo ancora riposa nella cappella privata di famiglia.

I campi dell’attuale serie C

Quanto alle altre formazioni di serie C, gli stadi in cui giocano (o giocheranno) raccontano storie completamente differenti. La casa dell’Ospitaletto dal 2019 rende onore a Gino Corioni (scomparso l’8 marzo di 10 anni fa), che negli anni ’80 portò per la prima volta in C il proprio paese e poi fu protagonista per oltre due decenni alla guida del Brescia. Dal 2013 il Comunale di Lumezzane ricorda Tullio Saleri, attaccante valgobbino degli anni ’50.

La tribuna dello stadio Saleri di Lumezzane qualche anno fa - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
La tribuna dello stadio Saleri di Lumezzane qualche anno fa - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

La matricola Desenzano giocherà quando i lavori saranno terminati al Tre Stelle che dal 2009 ricorda Francesco Ghizzi, presidente per 15 anni del club calcistico. Che, prima di questa età dell’oro, quando era incorporato nella Polisportiva giocava in un campetto più piccolo, il Tommaso Dal Molin, dedicato all’aviere veneto scomparso nelle acque del Garda. Tra gli sportivi, non del pallone, anche Benedetto Pola, ciclista su strada e su pista degli anni ’30 e ’40 a cui è intitolato il centro sportivo di Borgosatollo.

Gli ex giocatori

Tanti impianti sono intestati a calciatori, più o meno famosi. A Toscolano c’è l’Ugo Locatelli, il madernese che con l’Italia vinse le Olimpiadi di Berlino 1936 e il Mondiale 1938. In città a Sant’Eufemia e al Villaggio Sereno si ricordano due grandi attaccanti delle rondinelle, Gigi De Paoli e Chico Nova, alla Pendolina il tecnico Renato Gei. A Manerbio è viva la memoria di Enrico Farfallino Grazioli, altro ex Brescia ma degli anni ’40, insieme al nipote cestista Giuseppe. Il Gb Maffeis di Rovato è per un locale calciatore professionista morto in un incidente stradale a 28 anni nel 1974, resta nei confini locali anche Travagliato con Riccardo Zini. Carpenedolo invece celebra il successo mondiale azzurro con il Mundial ‘82.

Uomini delle istituzioni e di chiesa

Capitolo a parte per politici e figure di riferimento. Concesio ricorda l’ex presidente del Consiglio Aldo Moro, altri preferiscono restare nei propri confini: Verolanuova con il sindaco Enrico Bragadina scomparso a 36 anni nel ’63, Castenedolo con il primo cittadino Vittorio Colombo, Cortefranca con il vicesindaco Lorenzo Buffoli. E poi c’è il caso di Castrezzato, il cui campo porta il nome di Renato Cossandi, podestà negli anni ’20. Urago Mella e Lonato rendono onore a Paolo VI, il Papa bresciano. Lodrino invece ricorda il missionario locale Don Remo Prandini.

Benefattori e fondatori

Tanti terreni provinciali, ovviamente, ricordano figure che hanno fatto tanto per lo sport nei vari paesi: da Carlo Corcione (Gussago) a Guido Rizzi (Sellero), da Dante Giacomini (Prevalle) a Franco Bassini (Pralboino) fino a Cesare Guzzi (Coccaglio), Vincenzo Bianchi (Calcinato), la famiglia Redaelli (Valtrompia) ed i Tassara (Breno), l’elenco è lunghissimo.

Lo stadio Tassara di Breno © www.giornaledibrescia.it
Lo stadio Tassara di Breno © www.giornaledibrescia.it

Il filone della Resistenza

Non da meno la lista dei partigiani che rimangono per non disperdere una memoria che va oltre lo sport: Giovanni Battista Vighenzi a Padenghe, GiamPietro Siboni a Bedizzole, i Fratelli Cervi.

Vi abbiamo omesso i nomi legati a località o vegetazione circostante il campo. Di storie, attorno agli stadi di provincia, ne fiorivano già abbastanza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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