Non chiamatela fidelizzazione, casomai partnership. Stretta, territoriale, nel segno di un campanile allargato. Anzi no, nessun campanile, ma la voglia di aiutarsi a vicenda, condividendo esperienze e saperi, nel corso di undici incontri che prenderanno il via il prossimo 24 settembre e, più in generale, di un interscambio continuo. L’Ospitaletto apre i propri orizzonti e guarda alle società vicine di casa: punto di riferimento territoriale per la Franciacorta, certo, forte della serie C conquistata nel 2025, ma al contempo voglioso di ragionare in senso orizzontale e non verticale. Primus inter pares, dicevano i latini: una tavola rotonda più che una piramide.
Le parole
«L’elemento ispiratore di questo percorso - ha affermato Giuseppe Taini, presidente del club - è la valorizzazione: dei giovani così come del territorio. Da questi due cardini parte tutto il resto. Il calcio dev’essere sostenibile, la serie C è un’ottima vetrina per i giovani, noi vogliamo creare condivisione e una linea di sviluppo dei vari settori giovanili della zona. Non vogliamo chiamarla affiliazione, perché offre un’idea sbagliata di imposizione dall’alto. E non è quello che vogliamo: noi vogliamo condividere saperi».
Padernese, CazzagoBornato, Asd Castegnato, Passirano Camignone, Sereno Calcio, Atletico Provaglio, Womer Soccer Team e Orsa Iseo Academy sono le otto sorelle. «Poi vedremo se crescere ancora - spiega il dg Pietro Sbaraini - perché questa è una novità assoluta, una sorta di start up. Vogliamo fare cultura: calcistica e di impresa. E il fatto che nessuno voglia prevaricare risiede nella scelta di non porre alcun vincolo su giovani calciatori, cosa che in genere avviene togliendo però senso alla finalità pedagogica. Vogliamo creare un ecosistema condiviso».
Giovanni Brotto, responsabile del settore giovanile, ha chiarito come avverranno gli incontri. «Ci saranno professionisti messi a disposizione per ciascun settore e ciascun tema, ma non saranno lezioni cattedratiche, bensì dialogate. I temi verteranno su area performance, area sanitaria con un nutrizionista, area portieri, area gestionale e infine, se i numeri saranno importanti come auspichiamo, un incontro a sorpresa con un dirigente federale».
Infine Paolo Musso, ds della prima squadra. «La serie C è il sogno di molti ragazzini. Il nostro sogno è avere ragazzi di casa nostra in C, e per farlo serve alzare la qualità complessiva dei settori giovanili: siamo qui per stringere rapporti e migliorare insieme».



