Calcio

Anche Oriali alla camera ardente di Beccalossi, in giornata atteso Pasini

Maifredi: «Piango l’uomo, non il calciatore». Zambelli: «Bisticciammo perché voleva portarmi all’Inter»
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

SPORT CALCIO BRESCIA OBITORIO POLIAMBULANZA CAMERA ARDENTE EVARISTO BECCALOSSI NELLA FOTO LELE ORIALI 07-05-2026 PIERPAOLO PAPETTI AGENZIA NEWREPORTER
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La camera ardente per Beccalossi: la figlia Nagaya, Oriali, Zambelli e mons. Paganini

Prosegue il viavai di ex compagni e personaggi del mondo del calcio alla camera ardente di Evaristo Beccalossi, allestita da ieri alla Poliambulanza. Tra i primi ad arrivare, questa mattina, l’ex tecnico bresciano Gigi Maifredi: «Oggi piango l’uomo, perché il calciatore ha fatto la sua storia. Faceva parte della mia compagnia, giocavamo insieme a carte. In campo incantava, l’unico suo cruccio è stata la mancata convocazione in Nazionale. Chi lo ricorda oggi? Yildiz».

L’altra ex rondinella

Visibilmente commosso pure Marco Zambelli, ex capitano del Brescia e attuale direttore tecnico della Voluntas, che ha ricordato col sorriso «un bisticcio tra me e Becca, ai tempi in cui per lavoro collaboravo anche con l’Inter: voleva portarmi a Milano, io non volevo staccarmi da Brescia. Questa cosa ce la siamo trascinata per un po’».

All’ora di pranzo si è visto anche Lele Oriali, compagno di squadra di Beccalossi all’Inter e campione del mondo nel 1982, attualmente nello staff di Conte al Napoli. In giornata, salvo imprevisti, è prevista anche la visita del presidente dell’Union Brescia Giuseppe Pasini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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