La Russa alla camera ardente di Beccalossi. Pasini: «Mi fece sognare»

Alla Poliambulanza anche Oriali, Balestrero, Bonazzoli e Vecchi. Zambelli: «Bisticciammo perché voleva portarmi a Milano». Maifredi: «Piango l’uomo, non il calciatore»
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

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Beccalossi, il ricordo di Giuseppe Pasini

Altro viavai di ex compagni e personaggi del mondo del calcio alla camera ardente di Evaristo Beccalossi, allestita da ieri alla Poliambulanza. All’ora di pranzo ha fatto il suo ingresso Lele Oriali, compagno di squadra di «Becca» all’Inter e campione del mondo nel 1982, attualmente nello staff di Conte al Napoli. È entrato da un ingresso secondario anche Ignazio La Russa, presidente del Senato, che si è intrattenuto una decina di minuti con la famiglia, senza rilasciare dichiarazioni.

SPORT CALCIO BRESCIA OBITORIO POLIAMBULANZA CAMERA ARDENTE EVARISTO BECCALOSSI NELLA FOTO LELE ORIALI 07-05-2026 PIERPAOLO PAPETTI AGENZIA NEWREPORTER
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La camera ardente di Beccalossi alla Poliambulanza

Il presidente

Nel tardo pomeriggio, poi, il ricordo di Giuseppe Pasini, rientrato appositamente da Roma: «Da giovane tifoso dell’Inter, lui e Altobelli mi facevano sognare – ha detto il presidente dell’Union –. Giocatori così non ne nascono molti, era un vero numero dieci. E poi aveva quel pizzico di ironia che non guasta mai: diceva sempre che l’avevano reso più celebre i due rigori sbagliati nella stessa partita che tutti gli altri risultati ottenuti da giocatore. Ho avuto modo di incrociarlo un paio di volte: era importante non solo per Brescia, ma per l’Italia intera».

Il desiderio di Pasini, ha confidato il patron biancazzurro, era «portarlo sotto la curva, l’avrebbe meritato per quello che ha dato al calcio. Purtroppo non si è potuto fare, e devo dire che questa cosa mi rattrista. Ora dico che sarebbe un piacere vincere i play off per dedicarglieli». Pasini, poi, ha consegnato alla famiglia una sciarpa e un gagliardetto dell’Union Brescia.

Il capitano

Ieri era stata la volta di Eugenio Corini. Nel pomeriggio, invece, il capitano Davide Balestrero ha portato l’omaggio di tutta la squadra al feretro dell’ex campione: «Ci tenevo a farlo: è stato un’icona, un simbolo. Non l’ho vissuto in prima persona, ma di lui mi hanno raccontato tanti aneddoti, a partire dal mister».

L'attaccante Federico Bonazzoli - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
L'attaccante Federico Bonazzoli - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

L’ha preceduto di poco Federico Bonazzoli, bresciano e attaccante in serie A della Cremonese: «A lui mi legano tanti ricordi: fin da piccolo mi diceva che borbottavo sempre». Con lui c’era l’ex direttore generale del Brescia Andrea Mastropasqua, oggi all’Inter. E ancora Roberto Samaden, responsabile del settore giovanile dell’Atalanta, il dg nerazzurro Umberto Marino e Dario Baccin, braccio destro di Ausilio all’Inter.

Le ex rondinelle

Uno dei primi ad arrivare, insieme all’ex FeralpiSalò Stefano Vecchi, era stato l’ex tecnico bresciano Gigi Maifredi: «Oggi piango l’uomo, perché il calciatore ha fatto la sua storia. Faceva parte della mia compagnia, giocavamo insieme a carte. In campo incantava, l’unico suo cruccio è stata la mancata convocazione in Nazionale. Chi lo ricorda oggi? Yildiz».

Visibilmente commosso pure Marco Zambelli, ex capitano del Brescia e attuale direttore tecnico della Voluntas, che ha ricordato col sorriso «un bisticcio tra me e Becca, ai tempi in cui collaborava con l’Inter: voleva portarmi a Milano, io non volevo staccarmi da Brescia. Questa cosa ce la siamo trascinata per un po’».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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