Il calcio d’agosto viaggia da sempre tra bugie e verità. Spesso mancano i big, nei 90 minuti più recupero giocano tutti, lo apprezzi se sei sul divano con l’aria condizionata o in spiaggia con i piedi nella sabbia. Oggi, per il primo derby stagionale Milan-Inter alle 13 italiane (ma vale anche per Chelsea-Juventus iniziata mezz’ora dopo), magari avendo davanti un tagliolino allo scoglio. E invidiando rossoneri e nerazzurri, in campo nella serata australiana di Perth con 14 gradi.
L’applauso
È finita 1-1, con l’emozione più grande regalata dal ricordo di Franco Baresi. Milanisti in campo tutti con la maglia numero 6, poi il minuto di silenzio con la casacca del capitano a centrocampo, l’immagine proiettata sul maxischermo, un lungo e sentito applauso per omaggiarlo. E il match interrotto per qualche secondo al sesto minuto del primo tempo. Un omaggio a migliaia di chilometri di distanza dopo l’ultimo saluto a Sant’Ambrogio.
Il match
Partiamo dai gol, entrambi nella ripresa: vantaggio di Dimarco, bravo a finalizzare un assist di Barella dopo il lavoro di Lavelli, giocatore da tenere d’occhio. Se l’Inter dovesse darlo in prestito, è uno di quelli da andare subito a prendere. Ma attenzione, l’1-0 interista nasce da un errato disimpegno del Milan nella costruzione dal basso. Ad agosto è un peccato veniale, tra un mese costerà punti.
Pareggio rossonero nel finale di Nkunku, che si procura un rigore (generoso) dopo la spinta di Carlos Augusto e dal dischetto mette palla sotto la traversa. Tutti si aspettano i rigori per avere un vincitore, invece al triplice fischio solo abbracci e battute.
Alti e bassi
Chivu e Amorim hanno sperimentato, come è giusto che sia in estate: curioso l’attacco nerazzurro iniziale «made in Brescia» con Pio Esposito-Idrissou, mentre dall’altra parte Modric, Leao e Ramos hanno animato la ripresa.
A proposito del secondo: è stato bello pimpante, propositivo, insomma non uno che ha voglia di togliersi la maglia del Milan. Se Leao è questo, la società potrebbe pensare di toglierlo dal mercato. «Se sei un giocatore del Milan, sei fortunato e devi divertirti – il commento di Amorim –. Ha aiutato la squadra e questo è importante. Ma lo valuto come Nkunku e Camarda». Tradotto: o ti metti a disposizione, altrimenti non c’è spazio per gli egoismi.
A livello di organizzazione, buona nel primo tempo la pressione alta, quella che nella ripresa è venuta meno un po’ per il fiato ancora corto, un po’ perchè l’Inter si è svegliata dal torpore del primo tempo. Sì, perché nei primi 45 minuti nemmeno il palo di Musah (tipo rigore in movimento, più un errore che sfortuna) era servito a dare una scossa. Meglio la ripresa, sia in fase di pressione che di fraseggio: non a caso il vantaggio è nato da una pregevole azione palla a terra.
«All’inizio abbiamo avuto troppa fretta – l’analisi di Chivu –. Con il passare dei minuti siamo cresciuti, trovando più vie d’uscita e direi che abbiamo giocato piuttosto bene. Vedo una crescita, i ragazzi si stanno impegnando molto e in questi giorni abbiamo lavorato duramente». Sabato per i nerazzurri l’esame Juventus, mentre il Milan affronterà il Chelsea ieri sconfitto di misura proprio dai bianconeri.




