Mareco: «Il mio Paraguay può anche osare di più ai Mondiali»

L’ex rondinella racconta la festa di Asuncion dopo il colpaccio con la Germania: «C’erano 100mila persone in piazza, è già festa nazionale»
Fabio Tonesi

Fabio Tonesi

Giornalista

Il Paraguay ha eliminato ai rigori la Germania - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il Paraguay ha eliminato ai rigori la Germania - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

«Il presidente della Repubblica dopo la vittoria sulla Germania ha proclamato un giorno di festa nazionale: c’erano 100mila persone festanti nella mia Asunción, pensate a cosa succederebbe se andassimo ancora avanti...». Le parole di Victor Hugo Mareco, 42enne ex difensore del Brescia, descrivono meglio di ogni cosa i sentimenti vissuti dal Paraguay, prima grande sorpresa del Mondiale 2026 dopo il colpaccio ai rigori nei sedicesimi con i tedeschi.

Mareco, onestamente, ve l’aspettavate?

«Di passare il girone sì, anche se abbiamo fatto male all’esordio con gli Usa. Questa vittoria no, non eravamo di certo favoriti».

Compattezza e difesa attenta, sono queste le doti del Paraguay?

«La nostra nazionale è così, sappiamo difendere bene e sappiamo che dobbiamo fare gol per poi giocare sull’errore dell’avversario. L’abbiamo fatto anche con la Germania, del resto loro erano superiori come nomi e giocatori».

Avete mai pensato di non farcela?

«Sinceramente abbiamo sofferto tutta la gara perché loro ci hanno schiacciato, però la Germania non era messa bene in difesa. Si poteva anche rischiare di più, però abbiamo avuto troppo rispetto dell’avversaria».

L'ex rondinella Victor Hugo Mareco in una foto recente - Da Instagram © www.giornaledibrescia.it
L'ex rondinella Victor Hugo Mareco in una foto recente - Da Instagram © www.giornaledibrescia.it

Siete già contenti così?

«Qui è una festa, c’erano 100mila persone in piazza nella capitale. Non oso pensare se andiamo ancora avanti. Credo che la squadra debba avere l’ambizione per andare anche più lontano, a prescindere dall’avversario».

A proposito, negli ottavi potrebbe anche esserci una rivincita...

«Se passa la Francia sarà la stessa sfida dei Mondiali del 1998, perdemmo sul finire dei supplementari. Ma facemmo bella figura, come anche nel 2010 ai quarti contro i poi campioni della Spagna».

Quale è il giocatore che più l’ha impressionata?

«Sicuramente Galarza. Non stava facendo tanto bene nella sua squadra (l’Atlanta United, ndr), però è molto completo. Ora il gioco è principalmente sulle fasce, quindi è l’ideale per le sue caratteristiche. E non si vedono tanti che tirano da fuori, come ha fatto lui con la Turchia. Credo sia un giocatore che può tranquillamente arrivare in Europa».

Ci sono state già le prime sorprese a questo Mondiale. Quale è la favorita a questo punto?

«Secondo me la Francia è la più completa, ha tantissimi giocatori. Ma vediamo se avanza cosa fa al prossimo turno...».

È anche un Mondiale particolare: gran caldo, viaggi molto lunghi, può essere che con queste condizioni esca una sorpresa?

«Perché no, se fai i supplementari, come capitato al Paraguay, vuol dire affrontare 130-140 minuti di partita. Con il gran caldo non è un aspetto da sottovalutare. Per questo la Francia è secondo me favorita, perché ha almeno tre squadre valide, le altre non hanno così tanti ricambi. Né il Brasile, né l’Argentina del grande Messi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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