Lumezzane, un 2025 tra tempeste e rinascita

«Viandante, non c’è cammino. Il cammino si fa andando». È uno dei più celebri versi di Antonio Machado che racchiude il senso del viaggio del 2025 del Lumezzane.
Tre panchine
L’anno del Lumezzane è stato caratterizzato da tempeste e schiarite, vedendo tre diverse guide alternarsi sulla panchina rossoblù. Da Franzini a Troise passando per le dieci partite di Paci tra marzo e settembre. Tre nomi, tre metodi, tre visioni che hanno trasformato il campionato in una ricerca continua di un’identità.
Eppure ogni scelta ha lasciato un segno. Gli alti e bassi, i cambi in panchina e le incertezze non sono stati deviazioni, ma il modo stesso in cui il Lumezzane ha costruito la sua strada. Le impronte lasciate da chi è passato non sono solo ricordi, ma sono diventate la mappa per il futuro.
La svolta
La salvezza raggiunta al termine della stagione ’24/’25 è stata la prima tappa di un percorso transitato poi dalla crisi di risultati e dagli errori con cui è iniziato il ’25/’26. Il presente però è splendente grazie ai dieci risultati utili consecutivi che hanno segnato il record assoluto dei rossoblù nel nuovo millennio, permettendo ai valgobbini di risorgere dalle proprie ceneri, fino a chiudere l’andata a -2 dalla zona play off.
Ed è forse questo il dato che racconta meglio di tutti il 2025 del Lumezzane che ha ritrovato fiducia e identità – grazie al duro lavoro – nel momento più buio, seppur con un’emergenza infortuni che si è sempre presa la scena in entrambi gli ultimi campionati.
E ora l’augurio del 2026 non può che essere quello di proseguire sulla strada tracciata in questi ultimi tempi per blindare la terza salvezza consecutiva e, magari, sognare anche qualcosa in più.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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