Il mondo dello sport bresciano saluterà questa mattina Costantino Bonomelli (le esequie si terranno alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale di San Francesco da Paola, in via Benacense, in città), scomparso mercoledì all’età di 86 anni.
Polisportivo
Il calcio nel cuore, ma tutto sport nell’animo, Bonomelli viene ricordato con egual passione dagli appassionati di calcio e da quelli di atletica, ma ogni attività sportiva lo affascinava. Imprenditore nel settore delle calze, da giovane era stato una grande promessa del Brescia Calcio. «Mio padre - ricorda Roberto Nova, figlio dell’indimenticabile Chico - mi diceva sempre che Bonomelli, di pochi anni più vecchio di lui, era un ottimo centravanti della formazione De Martino del Brescia. Ma era questo un pensiero che avevano tanti altri. Lo ricordo quando invece giocava nel campionato veterani, ed era davvero un attaccante forte e veloce».
Atletica

Terminata l’attività da giocatore, Bonomelli si dedica al lavoro, entra nell’associazione degli industriali bresciani e... «Pochi anni più tardi diventa consigliere dell’allora Assindustria Atletica Brescia 1950 - ricorda Alberto Zanetti Lorenzetti, già nostro collaboratore, nonché atleta, allenatore e poi consigliere dell’Atletica Brescia 1950 -. Gli industriali erano sponsor della società e sostanzialmente sceglievano loro, in quel periodo, chi mettere alla presidenza. Così per un po’ alla guida ci fu Cesare Wührer, poi Ugo Gussalli Beretta e Sergio Cella, tutti legati in qualche modo al mondo dello sport. E poi, nel 1982, fu eletto lui, Costantino Bonomelli». Che non veniva dall’atletica, però...

«Ma fu un presidente appassionato ed attento. A lui tutti gli sportivi, gli atleti ed i tecnici devono dire grazie, perché quando nel 1985 l’Assindustria ritirò la sponsorizzazione, non si perse d’animo e costituì un comitato per proseguire l’attività. Gli toccò di gestire una patata bollente, ma fu bravo a dare un futuro alla società ed a conservare anche lo spirito di gruppo che si era creato. Sotto la sua presidenza arrivarono alcuni titoli italiani, soprattutto grazie alla giavellottista Gloria Crippa, figlia di un altro ex calciatore del Brescia Dante Crippa».
Il calcio
Bonomelli resta alla guida dell’Atletica Brescia fino al 2003 (ma ancora figurava nell’organigramma del club come presidente onorario), ma nel frattempo prende anche le redini del Club Azzurri, società calcistica che, dopo la fusione con l’Orceana, porta sino in serie D, nel quale milita per tre anni. «Lo ricordo come una grande persona - dice Cristian Soave, attuale allenatore del Breno, che giocò per un anno e mezzo nel Club, in D -. Arrivai in prestito dalla Primavera del Brescia e fui accolto come un figlio da Bonomelli. Il primo anno ci salvammo nello spareggio con l’Argentana, poi arrivammo più o meno a metà classifica. Fu la mia prima esperienza tra i grandi e non poteva essere migliore: grande squadra, ma prima di tutto un presidente davvero appassionato e sempre vicino ai giocatori». Un numero uno che ha lasciato un segno nel mondo dello sport bresciano.
Sport
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