Calcio

La «sfera» di Ventura: «Brescia da play off, avanti ci sono Genoa, Parma e Cagliari»

L’ex ct fa le carte al torneo: «La qualità dei singoli della Leonessa è innegabile e conta la storia del club»
Il Brescia dopo la vittoria in Coppa Italia contro il Pisa - © www.giornaledibrescia.it
Il Brescia dopo la vittoria in Coppa Italia contro il Pisa - © www.giornaledibrescia.it
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Giampiero Ventura fa le carte al prossimo campionato di Serie B e non risparmia stilettate. «Non condivido la definizione di A2 che viene proposta ogni anno - tiene a precisare l’ex ct-. Sarà il solito torneo cadetto, che annovera squadre costruite per la promozione, una o due rivelazioni tra le neopromosse, e tutta una serie di formazioni che si daranno battaglia fino alla fine».

Nel giorno del via ufficiale, l’ex commissario tecnico azzurro stila la sua personale griglia di partenza: un «gioco», specifica lui, nel quale a ogni collocazione corrisponde «una precisa spiegazione». Si comincia dalla prima fila, come in Formula Uno: «Genoa, Parma e Cagliari sono a mio avviso le tre squadre che partono con l’obbligo, ovviamente tra virgolette, di giocarsi la promozione diretta. Di questo lotto, metto leggermente sotto i sardi: hanno cambiato allenatore e sono reduci da una retrocessione pesantissima sotto il profilo psicologico, ma qualitativamente sono ampiamente competitivi per la B».

Mine vaganti

Attenzione però al già citato elemento sorpresa: «Ogni anno, puntualmente, c’è una neopromossa che stupisce - evidenzia Ventura -. Citerei in questo senso Modena e Bari, che hanno mantenuto la struttura dello scorso anno. Nessuna delle due è obbligata a puntare al salto di categoria, ma hanno organizzazione ed entusiasmo».

Nel gruppone per i play off, seppur non nelle primissime posizioni, non può mancare il Brescia di Clotet: «Un po’ per il legame che ho con Cellino (che fu il suo presidente a Cagliari, ndr), al quale sono affezionato, ma anche per la storia che ha il club. Lo scorso anno non ha forse reso come ci si attendeva, ma la qualità dei singoli è innegabile». Un gradino sopra le rondinelle c’è la Reggina dell’ex Inzaghi, «che in B ha già vinto e al quale è stata fatta una campagna acquisti importante: è sicuramente un segnale forte».

A seguire, Benevento, Pisa e Frosinone: «I sanniti sono un’incognita: potrebbero stare tranquillamente a ridosso delle prime tre, ma non ho certezze sulla squadra. È di fatto una potenziale scheggia impazzita. I nerazzurri non godono magari di grande considerazione, ma restano i finalisti degli ultimi play off. E poi ci sono i ciociari: squadra giovane, che può ambire ai primi otto posti».

Nel limbo

In questo «limbo» c’è posto anche per tutta una serie di formazioni che, pur partendo maggiormente in sordina rispetto ad altre, hanno le carte in regola per stupire: «Un esempio è l’Ascoli, che ha un’anima ed è ben organizzato. O il Venezia, che non metto sul piano delle altre retrocesse per un semplice motivo: ha investito molto su calciatori stranieri, dunque quest’anno potrebbe servire a gettare le basi per il futuro». Senza dimenticare il Cittadella, «che parte sempre senza il favore dei pronostici, e puntualmente si qualifica ai play-off». Blasone. A condividere la fila con i veneti è il Como: «L’arrivo di Fabregas ha acceso i sogni dei tifosi, e Gattuso mi incuriosisce, ma credo che possa aspirare al massimo ai play off».

Qualche riserva anche sul Palermo, «che è stato acquistato da una proprietà importantissima, ma ha anche cambiato allenatore poco prima dell’inizio del torneo: qualcosa inevitabilmente pagherà». E poi la Spal, che «ha perso un po’ di verve rispetto a qualche anno fa», seguita da Ternana e Perugia: «Ma occhio all’abilità di Castori: la sua sarà una squadra sempre difficile da affrontare». Chi rischia grosso, e dunque si posiziona in ultima fila, sono Cosenza e Südtirol: «Entrambe dovranno battagliare per mantenere la categoria», sottolinea Ventura. La prima fatica sarà proprio il Brescia, domenica sera al Rigamonti.

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