Calcio

Italia senza Mondiale, Altobelli: «Gravina e Gattuso dovevano dimettersi»

Gianluca Magro
L’ex attaccante della Nazionale parla della sconfitta nella finale play off contro la Bosnia e del gesto che si aspettava da parte del presidente federale e del ct alla fine del match di Zenica
Alessandro Altobelli - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
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Ammettiamolo, qualcuno stamattina si è svegliato pensando ad un pesce d’aprile o a un brutto sogno. Invece la realtà dice che per la terza volta di fila l’Italia non sarà ai Mondiali. E per come siamo fatti noi, alla delusione subentra in maniera repentina il momento dei processi. Perché d’altronde qualcuno dovrà pur prendersi la colpa dell’ennesimo fallimento. Non è stato fatto nel 2018, ancor meno nel 2022, forse adesso…

Sandro Altobelli, che della Nazionale è stato un pilastro e un Mondiale non solo lo ha giocato, ma lo ha pure vinto nell’82 segnando in finale, è chiaro e lucido. «Gravina e Gattuso già ieri sera avevano il dovere di rassegnare le dimissioni».

  • La partita tra Bosnia e Italia
    La partita tra Bosnia e Italia - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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  • I festeggiamenti dei giocatori della Bosnia
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Spillo, come ha vissuto la giornata di ieri?

Sono a Sonnino e ieri con gli amici storici ci siamo trovati a vedere la partita. Grigliata, bandiere ed entusiasmo. La serata è finita in lacrime, come non avremmo voluto e immaginato.

Ha sentito le parole di Gravina nel post partita? Ha parlato di giocatori eroici…

Sono rimasto allibito. Vero, i giocatori hanno dato tutto, ma dopo l’ennesima batosta non si può essere quasi contenti, usare determinate espressioni. Mi aspettavo che il presidente federale e il ct si presentassero alla stampa dicendo “scusate, abbiamo fallito, queste sono le nostre dimissioni”. Poi magari il Consiglio, quello che Gravina ha convocato per la prossima settimana, avrebbe anche potuto non accettarle. Ma un gesto andava fatto dopo tre qualificazioni al Mondiale fallite. Qualcuno dovrà pure prendersi la colpa altrimenti è troppo facile.

Quindi anche Gattuso?

Rino è da poco in azzurro, ha fatto quello che ha potuto, ma il gesto secondo me doveva farlo. Poi ripeto, magari sarebbe stato rimesso al suo posto per preparare il futuro azzurro. Ma ieri sera è stato tutto surreale, come se non fosse successo nulla.

E adesso?

E adesso è davvero arrivato il momento di cambiare le cose. Ma non a parole come facciamo da 12 anni. E così mi aspetto un passo indietro non solo da Gravina e Gattuso, ma da parte di tutti coloro che gestiscono il calcio italiano. Solo così possiamo ripartire. Questo è il primo passo da compiere. D’altronde se guardiamo al nostro calcio cosa funziona anche a livello di Lega, di club? Siamo onesti, poco.

E chi allora a capo del calcio?

Non entro nel merito. Può essere un ex giocatore di spessore come Baggio o Tardelli, un manager come Marotta, ma al di là del nome serve qualcuno che davvero voglia riformare il calcio italiano dalla A alla Z, che sotto di lui metta uomini giusti al posto giusto. In passato, e torno a  Roberto Baggio, qualcuno ha provato ad avvicinarsi portando delle idee diverse. Sappiamo bene come è finita. Adesso non è più tempo né di commettere errori né di allontanare chi può far del bene a tutto il movimento.

Quali sono le qualità che dovrà avere il futuro presidente, se ce ne sarà uno diverso?

Due: esperienza e responsabilità. Deve mettere le mani nel calcio partendo dai settori giovanili e ricreare un sistema che si è disintegrato.

Veniamo al match con la Bosnia…

Siamo andati in vantaggio, abbiamo anche avuto le occasioni per raddoppiare, ma dopo l’espulsione di Bastoni ci siamo schiacciati troppo. E non troviamo l’alibi dell’ambiente caldo: c’erano novemila persone, in Nazionale abbiamo ragazzi che giocano davanti a settantamila spettatori, dai…

Ha citato Bastoni: la sua è stata un’espulsione ingenua, ma forse tutto il blocco Inter è mancato.

Ho letto che Bastoni è stato schierato in posizione sbagliata nella difesa a tre, non sono d’accordo. Se uno gioca in retroguardia lo fa e basta. Diciamo che non è un momento fortunato per lui, come per i suoi compagni di club.

Da ex attaccante azzurro vuole fare una «carezza» a Pio Esposito?

Sinceramente gli dico grazie per essersi preso la responsabilità di tirare il primo rigore in un match del genere. Il mio ragionamento va oltre: ai miei tempi, aprivano e chiudevano la serie i giocatori esperti. Quindi qualcuno avrà detto al ragazzino vai tu a tirare. Ecco, questa persona si prenda la responsabilità della scelta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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