Insidia Pergolettese per l’Ospitaletto: vietato fidarsi degli amici

Non solo la sfida Quaresmini-Giosa, ma di fronte agli orange una squadra che subisce poco
Giovanni Gardani
Il tecnico Andrea Quaresmini - © www.giornaledibrescia.it
Il tecnico Andrea Quaresmini - © www.giornaledibrescia.it

Amici sempre, nemici mai. Avversari però, questo sì, per 90 minuti. I novanta minuti di oggi al «Gino Corioni», che intrecciano i destini di Ospitaletto e Pergolettese. Non soltanto Andrea Quaresmini contro Antonio Giosa, ossia l’allenatore arancioblù contro il suo ex capitano e poi vice allenatore; ma anche il confronto diretto tra due delle formazioni più in forma del campionato.

Numeri

Se la classifica dell’Ospitaletto è lì da vedere e va oltre i tre risultati utili di fila (ripartiti dopo l’unica sconfitta incassata con la capolista Cittadella), quella della Pergolettese è un filo più mascherata, ma di gran livello. Pienamente in linea con l’obiettivo salvezza, i gialloblù di Crema non perdono da sette partite e, in generale, lo hanno fatto soltanto contro le due battistrada, ovvero il già citato Cittadella e l’Union Brescia, senza però mai deragliare. Ecco perché Quaresmini non si fida. E non tanto dell’amico Giosa, quanto di chi parla di Ospitaletto favorito d’obbligo.

«La loro è una squadra che concede poco, lo dicono i numeri – spiega la guida tecnica dell’Ospitaletto – e c’è un dato abbastanza nascosto: è vero, della Pergolettese hanno parlato in tanti per quella serie di 0-0 che ha mosso la classifica pur con un attacco che non segnava. Ma io ho visto le loro partite: hanno sempre creato tante occasioni e infatti nelle ultime due uscite hanno segnato quattro gol. In sostanza, se il dato dei pochi gol fatti è bugiardo, quello dei pochi gol subiti è invece veritiero, perché in effetti il loro portiere raramente ha dovuto fare grandi miracoli».

Assenti

Il Pergo perde due pedine, ossia De Marchi e Stronati per infortunio, ma recupera pienamente Dell’Orco al centro della difesa e questo consente a Giosa di non dover più adattare Arini, l’uomo di maggiore esperienza (classe 1987), come stopper, ma di poterlo schierare nel ruolo che predilige di play puro.

A tal proposito salta purtroppo la sfida al fosforo con Panatti, perché il problema al ginocchio del classe 1993 persiste. «Michel si è allenato con noi in settimana - precisa Quaresmini - ma non ce la sentiamo di rischiarlo subito. A tal proposito sono curioso di vedere come reagiremo alla sua assenza: a Treviso, dopo la sua uscita, abbiamo fatto una gara di puro contenimento. Con la Pergolettese dovremo fare qualcosa in più».

Ipotesi cambio

Ecco perché, per la prima volta, l’Ospitaletto potrebbe cambiare vestito tattico: dal 4-3-3 al 4-2-3-1. La prima ipotesi prevede Tigani in cabina di regia, la seconda invece Galuppini dietro la punta Gobbi con Valente largo a destra e il sacrificio di uno tra Tigani, Mondini e Guarneri in mezzo.

Sfida tattica allo specchio? «C’è conoscenza reciproca e prima di tutto c’è stima – sottolinea ancora Andrea Quaresmini Quaresmini –. Antonio mi ha dato tanto come capitano prima e come collaboratore poi: sono contento stia facendo bene, perché se lo merita». Auspicio. Magari, se steccasse proprio oggi…

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