Il Brescia riparte dalla difesa a tre: i numeri danno ragione a Bisoli

Il ritorno alla difesa a tre non è propriamente un elemento di rottura, perché quell’abito il Brescia l’ha indossato più volte con Maran. La vera differenza è che con Rolando quel giubbotto imbottito veniva spesso svestito all’interno di una singola partita, a seconda del contesto tattico. Con Bisoli è stata una costante, dal primo all’ultimo minuto. Si è passati da un’interpretazione fluida a una più posizionale, è questa la novità sostanziale.
Porta blindata
Sulla logica di questa scelta non occorre fare filosofia, l’ha spiegata lo stesso Pierpaolo contro la Carrarese: «Volevo restituire organizzazione e certezze a un reparto che ultimamente aveva subito un po’ troppo». Vista in questa luce la missione è perfettamente riuscita: il Brescia non ha incassato gol. Con un po’ di fortuna, perché senza l’intervento di Lezzerini su Zuelli nel primo tempo, o il refolo di vento sul quale è sibilato fuori il sinistro tonante di Giovane, si parlerebbe d’altro. Ma l’obiettivo di non farsi impallinare, in un modo o nell’altro, è stato raggiunto. È la quinta volta che accade in questo campionato, e nessuno meglio del Brescia sa quanto conti poggiare su una difesa solida: era un tratto identitario dello scorso anno che ultimamente è svanito.
Il dato
Per Bisoli l’unico dogma sono le due punte, l’ha chiarito dalla prima conferenza, ma nella logica di ripristinare le virtù difensiviste di questa squadra è ipotizzabile che lo schieramento a tre dietro diventi una costante, almeno per un po’. Con Maran, dicevamo, il blocco a tre davanti a Lezzerini si manifestava negli slittamenti da fase di non possesso a fase di possesso, con Dickmann libero di sganciarsi e Jallow in linea con i due centrali.
In tre occasioni, per necessità o strategia tattica, è capitato che divenisse un assetto fisso nei novanta minuti: contro Südtirol, Pisa e Cremonese. Due vittorie e una sconfitta. Mettendoci anche il pari con la Carrarese, la media punti è di 1.75, nettamente superiore all’1.17 complessivo. E pure il dato sui gol incassati (uno a partita) è inferiore a quello globale (1.35).
Accorgimenti necessari

Tutto questo non significa che la difesa a tre sia la panacea di tutti i mali, ma è inconfutabile che il Brescia faccia statisticamente meglio con questo schieramento. Sarà il tempo a stabilire se sia effettivamente questa la strada da percorrere. Di certo parliamo di materiale grezzo, da raffinare. Cistana sul centro-sinistra non convince, ma è probabile che si sia trattato di una soluzione d’emergenza, in attesa che rientri Jallow.
E con quest’impostazione è fondamentale che cresca il contributo dei quinti: Dickmann, Corrado, lo stesso Jallow quando verrà impiegato in quel ruolo. Il Brescia ha ritrovato la difesa, ora mancano gli altri elementi dell’ingranaggio. È questa la missione di Bisoli: ripartire dalla solidità di domenica, senza isolare l’attacco.
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