Hubner: «Ronaldo, incredibile e irripetibile mix di tecnica e velocità»

L’ex attaccante del Brescia su quella partita a Milano con l’Inter e sulle doti del «Fenomeno», che compie 50 anni
Fabrizio Zanolini
Dario Hubner - © Newreporter
Dario Hubner - © Newreporter

«Come lui nessuno mai». Parola di Dario «Tatanka» Hubner, uno che di attaccanti forti se ne intende. Uno che Ronaldo «il Fenomeno» l’ha visto da vicino. In particolare in quell’Inter-Brescia 2-1, alla prima del campionato 1997-1998, di cui si parla sopra.

«Nella mia carriera ho incontrato grandissimi attaccanti, però lui era «il fenomeno» perché era davvero un fenomeno. Era, senza dubbio, una spanna sopra tutti. Aveva una tecnica e una velocità fuori dal mondo, che lo rendevano davvero immarcabile. Lo dico perché lo vedevo, ma i miei compagni che dovevano marcarlo me lo confermavano. In quegli anni, c’erano tanti fortissimi attaccanti come Inzaghi, Shevchenko e Trezeguet, per citarne alcuni: ecco, questi qualche volta li fermavi, lui era imprendibile».

Eppure in quella partita il fenomeno fu Alvaro Recoba, entrato a un quarto d’ora dalla fine al posto di Maurizio Ganz, che sparò due missili all’incrocio ribaltando l’altra fantastica palla messa nel sette proprio da lei, per il vantaggio del Brescia...

«Quella partita fu una grandissima emozione, il coronamento della mia carriera. Tutti gli occhi degli oltre 80mila di San Siro erano su Ronaldo, ma sbucò «el Chino» nel finale. Ancora oggi, quando lo incontro, gli ricordo che doveva essere Ronaldo il protagonista, non lui».

L'esordio nel campionato italiano al Meazza contro il Brescia nell'agosto 1997
L'esordio nel campionato italiano al Meazza contro il Brescia nell'agosto 1997

Se dovesse trovare qualcuno che almeno un po’ gli somiglia oggi, chi le verrebbe da citare?

«In questo momento, direi nessuno. Aveva quella tecnica che molti grandi attaccanti attuali hanno, ma nessuno ha quella velocità allucinante. Ho seguito un’intervista di Nesta rilasciata qualche mese fa. Il difensore affermava: "Io ho marcato tutti i grandi e, seppur con qualche fatica, me la sono sempre cavata. Ma quando l’avversario era Ronaldo non ci riuscivo. E se lo dice uno come Nesta...". Mbappé? No, veloce è veloce, ma Ronaldo era anche più agile: i suoi movimenti parevano quasi innaturali, quelli del francese sono più "costruiti". Era diverso nel dna».

Come chiudiamo questa chiaccherata?

«Augurandogli tutto il bene del mondo per i suoi 50 anni. Da uno che ne ha quasi dieci di più».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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