Giuseppe Cesari: «Girelli l’azzurra più completa, finale possibile»

«Cristiana? È la giocatrice più completa che abbiamo. L’Italia? Affrontiamo l’Inghilterra, una squadra più forte di noi, con giocatrici che disputano un campionato più competitivo del nostro, ma secondo me possiamo farcela. Servirà mantenere alta la concentrazione dall’inizio alla fine». Giuseppe Cesari, ex patron del Brescia Calcio femminile, prova a giocare Italia-Inghilterra alla vigilia della sfida che vale l’accesso alla finale europea di Basilea del 27 luglio.
Ma perché Girelli riesce ad essere quasi sempre decisiva per le sorti della Nazionale?
«Come dicevo è in assoluto la più completa di tutte. Sa attaccare, difendere, segnare di testa e di piede in ogni situazione ed essere anche una grande leader in campo. Era inconcepibile che venisse confinata in panchina, come era avvenuto nelle ultime manifestazioni internazionali. Soncin è stato molto bravo a capirlo, lei ci ha portato in semifinale ed ora speriamo anche oltre».
La sente ancora?
«Molto spesso; ho sempre creduto fortissimamente in lei, sin da quando l’ho voluta con tutte le mie forze in quel lontano 2013. Non a caso con Cristiana vincemmo quell’anno il nostro primo scudetto. Le ho detto e ripetuto che val la pena di vivere questo sogno fino in fondo. L’Inghilterra mi fa meno paura della Svezia, che ha avuto a lungo in mano la partita e ha buttato la qualificazione».
È una squadra più statica e meno atletica di quella svedese, ce la possiamo giocare. Anche se obiettivamente è più abituata a giocare questo tipo di partite. Ma ci siamo anche noi e le ragazze hanno dimostrato di avere delle qualità che potrebbero mettere in difficoltà le nostre avversarie. Importante è crederci e che restino sempre concentrate. Sono gare in cui la concentrazione è fondamentale, perché basta poco per ritrovarsi sotto, e allora diventa tutto più difficile».
Segue ancora il calcio femminile?
«Non troppo a dire il vero, solo la Nazionale e qualche altra partita ogni tanto. Ma vedo, da un lato con piacere e dall’altro con una certa preoccupazione, che in questa Nazionale ci sono ancora tante ex del mio “vecchio” Brescia (Girelli, Salvai, Linari, Bergamaschi, Serturini, Bonansea, Giugliano e Boattin). Significa che non si è avuta la pazienza necessaria per far crescere nuovi talenti e questo mi dispiace molto. Mi auguro che questo Europeo rappresenti una svolta, ma perché il movimento trovi nuovo impulso va cambiata prima di tutto una certa mentalità da parte delle società».
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