Classe e grinta: Cristiana Girelli è il cuore dell’Italia femminile

Dal pianto amarissimo del 2018 di Novara (spareggio scudetto perso ai rigori dal Brescia con la Juventus) e Noceto (sconfitta nella finale di Coppa Italia con la Fiorentina in quel che si sapeva già sarebbe stato l’ultimo capitolo del Brescia di Cesari) alle lacrime di gioia versate durante la conferenza stampa del dopo Norvegia. Il turbinìo di emozioni vissuto da Cristiana Girelli nella sua lunga carriera di giocatrice iniziata nel 1997 al Nuvolera, che le ha fruttato scudetti, Supercoppe, Coppe Italia ed anche l’inserimento nel 2022 nella Hall of Fame del calcio italiano, è qualcosa di unico, di difficilmente ripetibile.
Paragoni

Se Carolina Morace e Patrizia Panico erano stati i simboli per anni del calcio femminile italiano la 35enne bresciana ne sta diventando una vera e propria icona. Accostarla a quel che rappresenta Sinner per il tennis italiano diventa quasi naturale. La regina, l’ambasciatrice del calcio rosa in Italia è lei e lo resterà per anni, così come resterà per anni un esempio da seguire per tutte le bambine e le ragazze che si accostano al calcio. Non è però ancora tempo di archiviare la carriera di Cristiana, anzi; con la doppietta di Ginevra ha dimostrato di essere ancora un elemento fondamentale per la Nazionale, di costituire il pilastro con il quale è stato possibile risollevarsi dopo le delusioni azzurre degli ultimi Europei e Mondiali. Il resto l’hanno messo le sue compagne e mister Andrea Soncin, che ha capito l’importanza di avere a disposizione una vera fuoriclasse. Che ha trascinato l’Italia alla semifinale degli Europei (e da Nuvolera stanno organizzando un pullman per seguirla dal vivo).
Tenacia
Una fortuna che sia bresciana, una fortuna che abbia anche indossato la casacca biancazzurra e proprio da qui sia partita per coltivare i suoi sogni. Da vera campionessa ha saputo stringere i denti quando si è sentita quasi esclusa dal giro azzurro (bravissimo Soncin a recuperarla alla causa), ha continuato a segnare gol su gol, ha guidato le compagne della Juventus nelle sfide più difficili e sta coronando una stagione pazzesca (in bacheca c’è già lo scudetto 24-25 con la Juve ed il titolo di capocannoniere della serie A) con l’exploit all’Europeo, coinciso con il bellissimo e fondamentale gol contro il Portogallo e la doppietta ancor più pesante realizzata nella magica notte di Ginevra contro la Norvegia.
Ora viene il bello
Italia che adesso va a caccia, martedì 22, di un altro traguardo storico, l’approdo alla finale degli Europei di Basilea del 27 luglio. «Abbiamo fatto qualcosa di speciale – ha detto la capitana azzurra – ma avevamo già capito in queste settimane che si erano create le condizioni perché tutto ciò accadesse. Per l’ambiente che si è formato, per la consapevolezza con la quale abbiamo affrontato la partita con la Norvegia. Ho visto negli occhi delle ragazze un qualcosa di unico e mi sono detta che ce l’avremmo fatta». Un sogno che continua e al quale bisogna credere perché questa Italia ha dimostrato di poter stupire ancora: «l’onda Girelli» potrebbe essere di nuovo travolgente.
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