Calcio

FeralpiSalò, ennesima gara di rimpianti: ora c’è solo l’aritmetica

Anche contro le rondinelle non sono mancati spirito e idee. Ma pure errori costati punti
Delusione per la FeralpiSalò alla fine del derby del primo maggio con il Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Delusione per la FeralpiSalò alla fine del derby del primo maggio con il Brescia - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
AA

Orgoglio. Grinta, Determinazione ed idee. Ma anche le solite paure che portano ad errori spesso pesanti. Pure nella sfida contro il Brescia la FeralpiSalò è stata tutto questo e se c’è una squadra che ha fatto più dell’altra, è stata certo l’undici di Zaffaroni. Capace di reagire allo svantaggio, di ribaltare il risultato e, subito il 2-2 ancora una volta da calcio d’angolo, di tentare fino in fondo di conquistare il successo.

Alla fine è uscito il pareggio che non condanna ancora i gardesani alla serie C, ma solo per un mero calcolo aritmetico: a 180 minuti dal termine del campionato, infatti, servono le vittorie a Venezia ed in casa contro la Ternana ed una serie di harakiri degli stessi umbri, del Bari e dell’Ascoli per agguantare almeno la quart’ultima posizione che vuol dire play out.

In campo

Più realisticamente, anche se questa è una squadra che non lascerà nulla di intentato anche domenica al Penzo di Venezia, dobbiamo parlare di un derby fratricida che ha visto il Brescia mettere la parola fine sull’avventura in serie B della FeralpiSalò.

Una squadra alla quale ha fatto i complimenti Maran, ricordandone i 26 punti conquistati nelle ultime 20 gare, ma che (come ha ricordato invece capitan Balestrero) ha fatto bene nel girone di ritorno dopo un’andata da dimenticare. «E purtroppo in Italia i campionati sono strutturati su andata e ritorno...».

Già, perché nella seconda parte della stagione la squadra di Zaffaroni ha compiuto un salto di qualità testimoniato non solo dai risultati, ma anche dalla capacità di stare in campo, dai numeri dell’attacco (soprattutto, per quanto pure la difesa abbia fatto meglio) e più in generale dalla maturità di club e giocatori.

La guida

In questo percorso è stato fondamentale l’apporto del tecnico Marco Zaffaroni, capace di infondere serenità (o almeno togliere tanta pressione) anche nei momenti peggiori e di sfruttare al meglio una rosa condizionata dai numerosi infortunati.

Così mercoledì, a Piacenza, ha saputo opporre al Brescia un undici di tutto rispetto ed una coppia di attacco (con Butic fermo, quella composta da La Mantia e Dubickas) che ha fatto il suo dovere appieno, e non solo perché entrambi hanno trovato la via del gol.

In generale, però, nessuno dei 13 uomini mandati in campo da Zaffaroni (il quattrodicesimo, Giudici, ha giocato 5 minuti) ha demeritato. Nelle pagelle le insufficienze riguardano soltanto i due subentrati alla mezz’ora della ripresa. Perché Pietrelli non è riuscito a prendere il ritmo partita e perché Compagnon ha fallito clamorosamente una palla a tu per tu con Lezzerini sulla quale si sono spente le speranze di vittoria dei gardesani.

Un’azione simbolo della stagione verdeblù capitata proprio nel finale di un bel derby, pure questo paradigmatico di una stagione che - non ce ne accorgiamo solo ora - con poco avrebbe potuto svoltare decisamente prima.

Restano l’orgoglio, a questa FeralpiSalò, ed un briciolo di speranza. Tutto da mettere in campo domenica a Venezia, sperando di poter tornare a casa con quel successo che i gardesani avrebbero meritato nel derby e non hanno ottenuto pure per demeriti propri.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.