Calcio

Paghera fa 400 presenze in carriera: «E la passione non passa mai»

Alberto Rossini
Per il centrocampista del Lumezzane un gran traguardo: «L’esempio di Imbriani, quel gol sotto la Curva Nord»
Fabrizio Paghera, centrocampista del Lumezzane - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Fabrizio Paghera, centrocampista del Lumezzane - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
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Festeggiare le 400 presenze in carriera è un traguardo impressionante, soprattutto se collezionate tutte tra i professionisti. È il notevole curriculum di Fabrizio Paghera, regista trentaquattrenne bresciano, che, nell’1-1 di sabato del Lumezzane contro la Pro Vercelli, ha spento le candeline dell’ambito traguardo.

Paghera, cosa ricorda degli inizi? Quali sono le emozioni più speciali legate a questo traguardo?

«Ricordo la grande passione che mi ha sempre contraddistinto fin dagli inizi a Brescia e che ancora oggi mi accompagna. Fare il calciatore è sempre stato il mio sogno. Quando ero ad Avellino mi ero legato alla storia di Carmelo Imbriani, storico capitano del Benevento, scomparso nel 2013, quando ha iniziato ad allenare. In una delle ultime interviste ha spiegato che il calcio passa e la vita resta. Vorrei lasciare come lui un ricordo importante in ogni piazza in cui sono stato. Forse la partita a cui sono più legato è Brescia-Palermo del 2024, quando ho segnato sotto la Curva Nord due giorni prima del compleanno di mia mamma, che poi mancò dopo un mese».

È arrivato al livello che pensava o sente che avrebbe meritato di più e, soprattutto, ha già qualche idea per quando smetterà di giocare?

«Penso che il calcio sia uno degli sport più meritocratici. Ognuno, alla lunga, ha quello che si merita, e penso sia stato così anche per me. Mi piace vivere il presente e finché sto bene vorrei andare avanti a giocare. Sicuramente vorrei provare ad allenare, come mi diceva sempre Cellino. Non mi vedo dietro a una scrivania perché mi piacciono il campo e il calcio giocato».

A Lumezzane, dove è arrivato la scorsa estate, ha toccato quota 27 presenze. Cosa sente di aver dato a questa società e cosa il Lumezzane sta dando a lei?

«È sicuramente molto di più quello che ho ricevuto. L’entusiasmo e la carica che i miei compagni esprimono ogni giorno sono un’ispirazione e un privilegio. Io penso di aver portato la mia mentalità, come ho fatto in tutte le squadre in cui ho giocato».

Sabato è arrivato un pareggio importante, ma la volata play off è entrata nel vivo...

«Non dimentico che nelle prime dieci partite di campionato abbiamo collezionato otto sconfitte. Noi, dall’interno, sappiamo la fatica che abbiamo fatto per arrivare fin qui. Abbiamo compiuto qualcosa di straordinario e riuscire a centrare la post season sarebbe il nostro piccolo capolavoro. La vittoria più bella sarà quella che ci porterà ai play off, quindi speriamo debba ancora arrivare, mentre la sconfitta che ha fatto più male è quella con la Giana Erminio nel girone d’andata, che ha rallentato un po’ la nostra crescita».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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