L’ambiente attorno al Brescia non è mai stato il piatto forte in questa stagione. Lo inseriamo anzi nell’elenco delle mancanze: per un motivo o per l’altro, zoccolo duro e puro a parte, non siamo mai andati più in là di uno stato di «tiepidezza». Troppo scetticismo, troppe perplessità, troppi mugugni, troppa distanza e troppo poco trascinante la squadra: sicché, una vera e propria bell’atmosfera all’altezza di un grande sogno, al netto di qualche sussulto, non s’è mai davvero respirata. Gli equlibri sono stati sempre davvero molto fragili e proprio per questo la doppia mazzata Spal-Cittadella si avverte ancora di più. Però, c’è sempre un... però.
E soprattutto il calcio concede sempre di scrivere e riscrivere trame e finali se non addirittura intere storie. C’è sempre un domani e in questo caso, ci sarà un altro campionato - quello dei play off - da giocare. Ripartendo da zero, provando a scrivere un nuovo patto di fiducia Brescia-ambiente. All’insegna dell’anima e cuore. Ci sono le questioni tecniche, ci sono le questioni tattiche. Ma in certi momenti, arrivano prima altri valori.




