Calcio

Brescia, così fa male: il pari al 94' smonta il sogno A diretta

Con la Spal finisce 1-1: Tramoni in gol a 6’ dalla fine Latte Lath trova il pari al 94’. Il secondo posto resta a -3
Mani nei capelli: per il Brescia contro la Spal un’occasione immensa sprecata - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Mani nei capelli: per il Brescia contro la Spal un’occasione immensa sprecata - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
AA

Senza fine. Il campionato, ma soprattutto, la litania dei rimpianti del Brescia. Nella testa è un martellamento incessante di «volevo, potevo, dovevo» e si fa una fatica del diavolo ad accettare l’epilogo della trentaseiesima. C’era tutto per essere felici di una felicità d’altri tempi: invece è andata a finire con una botta così secca e inaspettata che preoccupa per le ripercussioni. In un cammino che ora porta dritti ai play off. Con la fatale deviazione dalla strada di nuovo tutta libera per la serie A diretta trovata a pochi metri dall’imbocco.

Minuto 94: calcio d’angolo per la Spal battuto benissimo dall’ex Crociata e colpo di testa di Latte Lath a stordire e smaccare - dal «basso» del suo metro e settantasette - Pajac in marcatura. Venturato l’ha fatto ancora: come l’anno passato nel turno preliminare play off alla guida del Cittadella, stavolta al timone della Spal ha «smontato» le ambizioni del Brescia. Che però non ha altro da fare che recitare un «mea culpa» per come ha gettato via l’occasione delle occasioni facendosi imporre dalla Spal l’1-1 in un Rigamonti mai così bello, pieno (quasi 9.000 presenze, record stagionale) e ben disposto (riscaldato pure dall’emozionante pre partita dedicato ad Andrea Caracciolo).

C’era la possibilità di scavalcare in un colpo solo Monza, Pisa e Benevento e di issarsi a -1 dalla promozione diretta. Il tutto, complici risultati di giornata incredibili, al limite dell’inverosimile (su tutti il flop della Cremonese a Crotone): non solo la corsa alla serie A diretta sarebbe tornata... corribilissima, ma si sarebbe messa una bella ipoteca sul terzo posto in chiave play off. E invece...

E invece, al limite dell’inverosimile è anche quanto accaduto a Mompiano. Volevo, potevo, dovevo... Come in mille altre occasioni in questa stagione (soprattutto con le piccole, soprattutto in casa): ed è così che una vittoria già bell’e fatta è stata cestinata. Con l’aggravente della fatica che era stata prodotta nell’andare a sbloccarla: ci aveva pensato a soli 6’ dalla fine, un fantastico Tramoni servito al limite da Pajac e con un tocco di sinistro ad abbattere il terribile fortino ferrarese. Dall’apoteosi alla doccia ghiacciata, è stato un attimo lungo 10’ nel quale oltre alla marcatura persa, il Brescia ha avuto il torto di non farsi furbo mettendosi magari a imitare l’atteggiamento spallino - perdite di tempo, mai sanzionate, continue (l’unica spiegazione dei 6’ di recupero non può che essere stato peraltro per recuperare tutto quel tempo, altrimenti non si spiega) - per spezzare il gioco. Mancanza di malizia.

Cambi

Quello di Tramoni - e resta il rammarico di non averlo visto in campo prima del 15’ della ripresa al pari di Moreo - era stato un gol più che meritato per una vittoria che meritata lo sarebbe stata altrettanto nonostante un sacco di difficoltà un po’ autoprodotte e un po’ inflitte da avversari che si sono presentati a Mompiano per prendersi un punto salvezza e in stile «detto-fatto»: Venturato aveva annunciato «li prenderemo alti» e così è stato in un primo tempo in cui, insieme alla sensazione che il peso della vittoria a tutti i costi e con gli altri risultati (tranne quello del Benevento) si sentisse, è mancata scioltezza nello sviluppo di una manovra resa asfittica dal pressing altrui e con poche vie (ci si prova soprattutto andando su Sabelli e Pajac) per farla sfiatare. Il tutto unito a molti errori di precisione e poche idee negli ultimi 16 metri (nel complesso sono emersi i soliti limiti con la porta inquadrata pochissimo e pure male): non a caso il fatturato è stato misero con un’autotraversa di Meccariello e una grossa occasione per l’ancora evanescente Léris (sulla trequarti si perde, non sa che fare) con palla sul fondo. Mentre in ripartenza la Spal era riuscita a mettere spavento in avvio con Zanellato e poi al volo col solito Rossi. Il solito povero Rossi anzi, visto che al 26’ Pepito ha rimediato l’ennesimo infortunio a un ginocchio.

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Atteggiamento

Nella ripresa Corini non cambia nulla - e desta qualche perplessità vista la pochezza produttiva del trio Léris, Ayé e un Bajic che stecca la gran chance da titolare-, ma l’atteggiamento (al netto di un paio di svarioni in avvio) è per la verità nuovo di zecca: sangue agli occhi, aggressività, occupazione territoriale. Ma là davanti appunto è il niente e se la Spal traballa, non crolla. Quando sul campo si palesano Tramoni e Moreo per Léris e Ayé inizia un’altra musica. In particolare Tramoni è una specie di ossesso che si mette in proprio svariando senza riferimenti e cercando la giocata. Che trova al 39’ dopo che in campo era entrato anche l’ispirato Jagiello, decisivo nel far partire l’azione del gol. Un insieme di piedi buoni che han fatto cose buone. Festa! Ah, no... Il campionato senza fine sabato porterà a Cittadella. Ma intanto: volevo, potevo, dovevo...

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