È come aver percorso l’intera circonferenza terrestre ed essere tornati al punto di partenza. Dal Benevento a Benevento. Il Brescia galoppa verso la genesi, fissata da quella notte di vertigini, di un percorso massacrante. E nel frattempo il mondo si è capovolto. Per il Brescia molto più che per il Benevento.
Quel 16 settembre, in un Rigamonti ancora tiepido, l’aria era frizzante. Intrisa di sogni ed ebbrezza. La squadra solcava il mare della B a vele spiegate, e il gol allo scadere di Bianchi calibrò verso l’alto un’andatura da crociera già parecchio sostenuta. Tre punti arraffati ad uno sbuffo dalla fine, e che regalarono una sosta da capolista in coabitazione con la Reggina dall’ex Inzaghi. Si dice che più alta è la salita, maggiore sia frastuono della caduta.



