Il caso Marocco-Senegal in Coppa d’Africa, il pensiero di Jadid e Baraye

Caso Marocco-Senegal, ecco cosa ne pensano Abderazzak Jadid, marocchino ex giocatore del Brescia, oggi allenatore, e Yves Baraye, calciatore senegalese in forza al Desenzano di serie D.
Jadid
Jadid, cosa pensa di questa sentenza?
Non si finisce mai di essere stupiti e imparare nel calcio, in negativo. Sarebbe bello gioire sul campo.
Però è stata applicata una regola, no?
Vero, ma a distanza di due mesi: la modalità e la tempistica sono sbagliate, creano solamente imbarazzo. L’avrei capito il giorno dopo la finale, non due mesi dopo. Nella storia resterà questa coppa, ma nella memoria di tutti rimarrà solo la modalità. Un po’ come l’Inter con lo scudetto 2006 di Calciopoli, è un po’ imbarazzante.
Quale è il sentimento nel suo paese?
Qualcuno gioisce, ma è una gioia a metà e non cancella il dispiacere della sconfitta sul campo. È un’ombra anche sulla gestione della Fifa, mi sento di citare Maradona.
Baraye
Baraye, come commenta la scelta?
È una cosa scandalosa, non si è mai vista una cosa del genere. È una pagina bruttissima per l’Africa, per i suoi dirigenti e per tutto il mondo del calcio. Un conto è decidere subito, non si possono aspettare due mesi.
Quella protesta fu sbagliata?
Sì, ma Sadio Mane ha richiamato i compagni e hanno vinto, sul campo. Non era un bel gesto, ma si sono meritati poi di festeggiare.
E ora il Marocco considera vera questa vittoria a tavolino?
Non credo, come fai? È brutto anche per loro. Io non avrei mai seguito la strada dei ricorsi. Ci hanno tolto la seconda stella, ma per i senegalesi rimarrà lo stesso.
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