Brescia, un centrocampo da riassemblare: è una delle sfide di Maran

Mediana in grande difficoltà nelle ultime gare, si cercano nuove soluzioni: dall'ipotesi Olzer mezzala ai possibili interventi a gennaio
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

Dimitri Bisoli: il Brescia ha bisogno di ritrovare il suo capitano - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Dimitri Bisoli: il Brescia ha bisogno di ritrovare il suo capitano - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Da dove cominciare? Mica facile orientarsi, nel guazzabuglio di interrogativi che affollano la testa di Rolando Maran. Venire a capo dei problemi del suo Brescia è materia per indovini, più che per tecnici. Il presupposto è che i fantasmi della scorsa stagione vanno dimenticati in fretta: niente più paura, solo un desiderio vibrante di rialzarsi, o di redimersi. L’immagine della «nebbia da far uscire dai finestrini» è evocativa, ma rende bene l’idea.

L’aspetto tattico è pertanto in subordine a quello psicologico, almeno in partenza. Ma ritrovare in fretta una quadratura d’assetto è un’esigenza altrettanto impellente. Maran lo sa, ed è già al lavoro per farlo. Con la Cremonese il quadro d’insieme è stato desolante: squadra disorganizzata, in balia degli eventi e incapace di tessere trame di gioco o di difendere in maniera compatta. Aspetti esasperati dal ribaltone in panchina a poche ore dalla partita. Ma non per questo meno preoccupanti.

Occhi sulla mediana

Il reparto più in difficoltà, domenica e non soltanto, è stato il centrocampo. Ecco, partiamo da un assunto: in questo momento si fa una gran fatica a rinunciare a due come Bisoli e Paghera. Il capitano sta riassorbendo il trauma contusivo al ginocchio rimediato col Bari e punta al rientro a Pisa, l’ex Ternana è invece fermo per un guaio muscolare e dovrebbe averne per un altro po’.

Riaverli entrambi a regime significherà garantire maggiore copertura alla difesa: tra i centrocampisti in rosa, sono i due che hanno recuperato più palloni (rispettivamente 51 e 42, fonte Kama Sport). L’importanza di Dimitri è capitale: è il mediano che primeggia in più dati, a partire da duelli (42) e contrasti vinti (17). E Paghera serve perché in quella casella i sostituti non sono all’altezza: Van de Looi, ad oggi, è un grande equivoco tattico che lo rende un flop.

Nuove idee

Queste difficoltà sorprendono fino a un certo punto: la rosa allestita in fretta e furia dopo la riammissione era stata pensata per un assetto differente da quello attuale. Centrocampo compreso. E dunque le caratteristiche degli interpreti non sono perfettamente aderenti alle esigenze attuali. A gennaio probabilmente qualcosa verrà fatto per ovviare a queste mancanze. Nel frattempo occorre fare di necessità virtù.

Magari ricorrendo a qualche esperimento: l’idea di testare Olzer nel ruolo di mezz’ala, ad esempio, stuzzica più di qualcuno a Torbole. Il trentino ha struttura e centimetri per poterla fare, pur avendo ampi margini di miglioramento nella capacità di reggere l’urto nei contrasti. E poi crea superiorità: in media gli riescono 1,87 dribbling a partita, dato più alto in rosa tra i giocatori che abbiano giocato almeno 300 minuti.

Se l’orientamento è avere più pulizia e verticalità nelle uscite, anche Galazzi va riconsiderato nel casting degli interni. Nello scorso campionato si muoveva con regolarità tra quella posizione e la trequarti, poi Gastaldello l’ha dirottato sull’esterno in seguito al passaggio alla difesa a tre e il suo rendimento è crollato. «Nic» ha già collezionato 10 passaggi chiave in stagione: meglio di lui hanno fatto soltanto Bjarnason (elemento utile e d’esperienza, ma da gestire per questioni anagrafiche) e Dickmann. Nelle prime esercitazioni tattiche Maran l’ha riprovato da quinto, ma nulla è precluso.

Il tutto in attesa di recuperare fisicamente Bertagnoli, o di scoprire Besaggio e Fogliata, che hanno bisogno di tempo e sui quali il giudizio è inevitabilmente sospeso. E Ndoj? Con «Gasta» era finito ai margini, da capire se Maran vorrà dargli una nuova chance. Mercoledì è stato chiaro: «Non chiudo la porta a nessuno». Vedremo se Emanuele saprà cogliere l’occasione.

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