Calcio

Brescia: sotto choc i potenziali investitori, che però non mollano

Mentre Cellino studia la difesa, chi vuole il club cerca di capire se e come trovare risorse urgenti raddoppiate nell’ammontare
Massimo Cellino sembra essersi infilato in un vicolo cieco - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino sembra essersi infilato in un vicolo cieco - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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È una lotta contro le accuse di irregolarità, ma anche contro il tempo. Non è nemmeno «solo» una questione di serie B confermata o serie C a tavolino (che resta la possibilità più concreta): bensì di sopravvivenza. E poi ripartenza. Che in ogni caso non potrebbe più essere garantita da Massimo Cellino: solo un passaggio di mano potrebbe dare un futuro. Il quadro, serissimo e gravissimo, è questo. I fatti e la situazione che lo delineano sono nella ricostruzione del «day after», del giorno dopo. Che è stato come il giorno prima.

La ricostruzione

Continuano a regnare caos, sconcerto e incertezza. Un primo punto fermo, per comprendere davvero di che cosa che parliamo e quali possono essere le prospettive realistiche – Brescia scagionato e al sicuro in serie B (estremamente improbabile), Brescia retrocesso in C a tavolino, Brescia ai play out – potrà essere messo soltanto giovedì (a meno di un rinvio a venerdì) alle 10 nell’audizione davanti al procuratore federale. Da lì il Brescia uscirà deferito e penalizzato. Si parte da due punti, si può arrivare a quattro.

Niente patteggiamento

Massimo Cellino all'ingresso degli uffici di via Solferino - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino all'ingresso degli uffici di via Solferino - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

Di sicuro gli avvocati dello studio Tonucci, che storicamente assiste Massimo Cellino (il quale non avrebbe idea di andare a Roma nonostante di solito lui sia sempre stato in prima fila nelle udienze che lo hanno riguardato), non usciranno dall’aula con un patteggiamento (che vorrebbe dire ammettere colpe, ottenere uno sconto di sanzione chiudere di fatto tutta la vicenda in primo grado) semplicemente perché in questo il Brescia resta fermo sulla propria posizione: ricorrere se necessario a tutti i gradi della giustizia sportiva e, se necessario, anche extrasportiva. Cellino è convinto di poter far valere in toto le ragioni del Brescia che si dichiara truffato da una società di cessione del credito d’imposta milanese. E che ci ha tenuto a far sapere che l’ex dg Micheli aveva firmato la dichiarazione dei versamenti Irpef e Inps alla data del 17 febbraio e poco importa se nello stesso giorno aveva poi rassegnato le dimissioni.

Partita politica

Riprendendo il filo, nel frattempo, l’altra certezza – e qui entriamo nell’ambito delle specialità all’italiana – è che come previsto e prevedibile, l’intera partita si è già trasferita sul terreno della politica. E anzi, cresce il partito che in tutta questa vicenda ci vede proprio – né più né meno – una matrice tutta politica. Leggibile in tempistiche – che prescindono da quanto contestato e quanto poi sarà realmente addebitabile o meno al Brescia – certamente sospette. Ma anche, onestamente, inaccettabili: a campionato chiuso e alla vigilia di un play out, fatti risalenti a tre mesi fa rischiano di riscrivere sorti e destini.

Veleni e sospetti

Insomma cresce il partito del «il campionato è stato falsato, si rischia di andare avanti a colpi di ricorsi fino ad agosto, si infliggano penalità, ma vengano fatte scontare in una prossima stagione con una B allargata a 22 squadre». Salernitana e Sampdoria, direttamente coinvolte nel terremoto scatenato dalla posizione del Brescia, sarebbero orientate a una situazione di «condono salva tutto e salva tutti». Brescia compreso, dunque. All’italiana, appunto. Come al solito, sullo sfondo resta un grandissimo imbarazzo – ripetiamo, al netto di quanto contestato al club di via Solferino la cui immagine è già sfregiata sin da ora, senza conoscere l’epilogo – per l’ennesimo pasticcio brutto, grave e col sospetto di «manine» dentro un pasticcio altrettanto grave e brutto che nasce dal censurabile operato di Cellino.

  • Brescia, Curva nord in protesta in piazza Loggia
    Brescia, Curva nord in protesta in piazza Loggia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
  • Brescia, Curva nord in protesta in piazza Loggia
    Brescia, Curva nord in protesta in piazza Loggia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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    Brescia, Curva nord in protesta in piazza Loggia - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Play out congelati

Ma in caso di «complotto» a che pro? Non tanto per far male al Brescia, ma per cercare di ridare – la lettura dei malpensanti – una nuova possibilità alla Samp. Nel frattempo i play out come noto sono stati sospesi: «Ritengo che la decisione, presa dal presidente Bedin, sia saggia ed equilibrata. Sarebbe stato meglio evitare o quantomeno anticipare. Mi confronterò con la Lega, ma mi pare di capire che sia stata una decisione cautelativa... Sarebbe stato paradossale giocare i play out e poi eventualmente doverla ripetere o modificare in maniera traumatica l'assetto del campionato» ha detto il ministro allo Sport Andrea Abodi. E a proposito di play out, fonti di Lega B fanno sapere che questi in qualche modo verranno giocati e che non c’è la minima intenzione di imboccare strade che portino al cambio format del campionato cadetto. E c’è chi già ipotizza che lo spareggio per non retrocedere si possa giocare tra il 10 e il 15 giugno. Se poi il Brescia al termine dell’iter di giustizia sportiva ed eventualmente ordinaria dovesse vedersi riabilitato, si penserebbe in un secondo tempo a una riammissione. Ognuno insomma in queste ore sta agitando i propri fogli e muovendo le proprie pedine: è stato chiaro già da domenica che questa ormai può anche essere (se già non lo è) una gara tra chi conta più amici.

Interesse e calcoli

Pare incredibile affermarlo: ma quanto rischia il Brescia in termini di categoria, non è il pericolo più grande. Il pericolo è anche quello di non esserci più nella geografia del calcio di rilievo. Perché: chi iscriverà la squadra alla prossima stagione? Se fino a domenica sapevamo che servivano circa 4 milioni di euro (tra il 4 e il 6 giugno, tra stipendi e fidejussione) nel frattempo il conto è lievitato. Ci sono i 4 milioni di cui sopra, a prescindere dalla penalizzazione occorrerà regolarizzare la posizione Irpef e Inps per un totale di 1.900.000 euro circa, più le sanzioni. Per un totale di circa 8.000.000. Cellino ieri ha dichiarato: «E dire che avevo trovato l’accordo per la cessione del club proprio sabato, era solo da perfezionare: l’avrei ceduto a una persona italiana e perbene». Siamo stati in grado di arrivare al nome di Andrea Radrizzani al quale Cellino cedette la maggioranza del Leeds nel 2017 e che in un prima fase fu al fianco di Manfredi nell’operazione di acquisizione della Sampdoria da Ferrero. Poi Radrizzani si sfilò, ma in quel periodo Cellino minacciò di pignorargli le quote di un debito non onorato da parte dell’ex socio e riferito ai tempi dell’avventura inglese.

L'imprenditore Andrea Radrizzani
L'imprenditore Andrea Radrizzani

Gli investitori

Ma si sa che con Cellino oggi piove e domani c’è il sole quindi i due si sono riavvicinati. Non ci risulta comunque che un accordo fosse fatto. Dunque? Non resta che volgere nuovamente lo sguardo verso il gruppo (non è un fondo, ma un gruppo italo-americano) di investitori «sponsorizzati» da Daniele Scuola. Tra ieri e oggi avrebbero tentato l’affondo con Cellino mettendogli sul piatto 4-5 milioni per acquisire una piccola percentuale di quote del Brescia. Poi la «bomba» che ha lasciato anche loro sotto choc. Ma non si sarebbero ritirati. Dandosi 24-48 ore per raccogliere le idee per capire se ne vale ancora la pena (l’orientamento sarebbe positivo) e nel caso come reperire con urgenza – questa sarebbe la vera difficoltà – le risorse conteggiate come sopra: servono insomma almeno 8 milioni. Solo per pagare debiti (e scadenze) «correnti» senza contare gli altrettanti già in pancia alla società. Ci vuole fegato, ci vuole speranza: è tutto ciò che resta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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