Calcio

Terremoto Brescia: giocatori e Maran devastati, silenzio dal club

Tecnico e rosa non hanno ricevuto comunicazioni dalla società. Ieri gli ultras sotto la sede del club, stasera la manifestazione della Curva davanti a palazzo Loggia
Rolando Maran in mezzo ai suoi giocatori - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Rolando Maran in mezzo ai suoi giocatori - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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«È uno scherzo, dai». Lo choc e l’incredulità nel variegato universo del Brescia hanno viaggiato per tutta la domenica di telefono in telefono. No, niente scherzi. Tutto vero. I più sono rimasti senza parole e hanno trascorso la domenica pomeriggio navigando da un sito all’altro, in cerca di una verità alternativa a quella che inchioda il Brescia alle proprie responsabilità e ad andar bene – alla propria sciatteria e superficialità.

Le reazioni

Devastati i giocatori e Rolando Maran, che da mercoledì sono stati lasciati liberi e che avevano appena iniziato a mettersi alle spalle i veleni di una stagione allucinante e a meditare su quanto vissuto, sul proprio operato, annessi e connessi. Si sono sentiti tutti tra di loro cercando a vicenda un conforto che tuttavia nessuno era in grado di dare. Di certo non ne ha dato la società, che anzi si è guardata bene dal fornire comunicazioni. Silenzio totale fino al comunicato quasi «di rito» delle 22.03 che comunque non ha aggiunto nulla di nuovo. Come tutti, ragazzi e allenatore, hanno cercato notizie per conto loro e purtroppo hanno solo avuto riscontri che portano a dipingere il quadro drammatico che tutti stiamo vedendo.

Nessuna convocazione

Ci si aspettava che Bisoli e compagni insieme allo staff potessero essere richiamati alla base, o che quanto meno venisse loro detto di tenersi a disposizione, di non partire per le vacanze: in fondo non si sa quale potrebbe essere l’esito del processo sportivo. Potrebbe anche portare anche a una penalizzazione da quota play out. E quindi da ritorno in campo. Niente di niente: quasi dall’alto non si credesse nel fatto di poter combattere e ottenere almeno una mezza vittoria nelle aule della giustizia sportiva. Non meno devastati i tifosi, di tutti i generi, dai più tiepidi ai più caldi: la notizia, a tutti livelli, ha colpito dritto al cuore.

Sotto la sede

Nel pomeriggio e fino al far della sera un gruppo di circa un centinaio di ultras della Nord si è radunato sotto gli uffici – deserti – della sede in via Solferino. Non hanno effettuato cori, non hanno appeso striscioni. Striscioni che più tardi hanno invece affisso i tifosi dei Brescia 1911. «Cellino vattene» di fronte alla sede col medesimo messaggio fatto sventolare sulla Torre Mirabella del Cidneo. Oltre a un «siete complici» davanti all’ingresso del Giornale di Brescia (e con i giornalisti se la sono presa anche gli ultras della Nord). A tal proposito: «Visto come si stanno mettendo le cose, l’amarezza dei tifosi è più che comprensibile – commenta la direttrice del quotidiano, Nunzia Vallini –. Fanno però un errore: confondono l’onere della narrazione con la responsabilità dei fatti. Un giornale racconta quello che accade. Anche quando quello che accade non piace per niente». Per il resto, a livello istituzionale bocche cucite: da Palazzo Loggia – dove per questa sera alle 20 la Nord si è data appuntamento – vogliono aspettare di avere un quadro più completo prima di effettuare uscite di qualsiasi natura. E silenzio è stato anche tra i pochissimi che ancora fanno parte dell’entourage di Cellino.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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