Che rumore fa il rammarico? Uno stridio sordo, ma più penetrante della «banale» delusione. È il tonfo attutito contro la rete di un colpo di testa come quello di Masucci, capace di riaddensare nubi all’orizzonte, di rimodulare progetti, calcoli e speranze.
Non è finita, ovviamente: seppur in uno scenario tremendo, nel catino ribollente del Barbera che sogna un posto in paradiso, il Brescia sarà ancora artefice del proprio destino. Un destino che ora, però, contempla soltanto l’ancora di salvezza dei play out, escludendo senza appello ogni velleità di salvezza diretta. Vietato guardarsi indietro, servirebbe solo ad alimentare rimpianti. Che, com’è facilmente intuibile, non mancano.



