Il Brescia cerca la reazione in casa contro la Pro Patria

Peggior attacco, peggior difesa, penultimo rendimento in trasferta, ultimo posto virtuale nel girone se non fosse per la penalizzazione che ha strozzato la Triestina. Non possono essere i 4 punti raccolti nelle ultime tre partite tra Albinoleffe e Cittadella a spezzare una serie di nove sconfitte consecutive (e anche l’ultimo risultato, col Trento, è stato un ko). Ecco i numeri nudi e crudi della Pro Patria: una situazione che inchioda il Brescia ad assumersi la responsabilità non solo di una vittoria, ma anche di una sterzata complessiva.
Si arriva sempre a un punto in cui devono accadere cose. E per la squadra di Corini il punto è questo. Le cose che devono accadere consistono nella necessità di cancellare l’immagine lasciata con la grave prova di Crema e nell’imboccare la strada del cambio passo definitivo. Perché il girone di ritorno non è fin qui andato secondo previsioni: da inizio 2026, dopo due squilli consecutivi da sei punti, sono arrivati soltanto 8 punti in 6 partite. Ce n’è abbastanza per parlare di impasse. E anche se l’emergenza è solo vicina alla fine, ma non ancora alla fine, attenuanti per non prendere il ritmo non ce ne sono più: anche in rapporto alle avversarie di questo scorcio di campionato.
La difesa del secondo posto
La primavera è in arrivo e con essa la posta che il Brescia deve arrivare a giocarsi da grande compiuta tra identità, idee – ancora poche – ed elementi tutti allineati nella percezione reale del peso della maglia. «Noi siamo il Brescia» ha ricordato ieri un Corini al quale l’arrabbiatura per la prova con la Pergolettese non è ancora passata. Oggi, alle 17.30, c’è l’occasione giusta per cercare e trovare un timbro da seconda della classe che questa piazza d’onore deve difenderla dal Lecco a -1 per poi provare a mettere un primo punto più o meno esclamativo sulla classifica dato che sabato prossimo ci sarà lo scontro diretto.
Da affrontare ancora in una casa nella quale ora non è più possibile concedere alcunché a chicchessia: margine d’erosione non ce n’è più. Toni troppo perentori? Ma questa non è la serie B sempre ben disposta ad aspettare fino ad aprile inoltrato. In C ad aprile i giochi regolari si chiudono e il Brescia in C non è il Brescia in B. Qui, ai biancazzurri si chiede di imparare a diventare una super potenza.
Un conto salato con le piccole
Le «maledette» piccole, sono già costate un conto che supera di molto la doppia cifra di punti: se sia stato per la pressione di centrare il risultato a tutti i costi, per svagatezza, supponenza o superficialità non lo sapremo. Sappiamo solo che non può più accadere anche se tra una febbre e una brutta, mai che si possa stare tranquilli.
Cartucce però ce n’è e anche se cartucce ce ne sono, lo spirito dei singoli deve essere sempre come quello dei giorni peggiori: non si deve mollare di un centimetro, c’è sempre una corsa in più da fare. Il Brescia ha quel che serve per non rendere difficile ciò che è facile o per rendere facile ciò che è difficile. Per farla breve: come deve andare, lo decidono il Brescia e la sua attitudine.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.
