Peggior attacco, peggior difesa, penultimo rendimento in trasferta, ultimo posto virtuale nel girone se non fosse per la penalizzazione che ha strozzato la Triestina. Non possono essere i 4 punti raccolti nelle ultime tre partite tra Albinoleffe e Cittadella a spezzare una serie di nove sconfitte consecutive (e anche l’ultimo risultato, col Trento, è stato un ko). Ecco i numeri nudi e crudi della Pro Patria: una situazione che inchioda il Brescia ad assumersi la responsabilità non solo di una vittoria, ma anche di una sterzata complessiva.
Si arriva sempre a un punto in cui devono accadere cose. E per la squadra di Corini il punto è questo. Le cose che devono accadere consistono nella necessità di cancellare l’immagine lasciata con la grave prova di Crema e nell’imboccare la strada del cambio passo definitivo. Perché il girone di ritorno non è fin qui andato secondo previsioni: da inizio 2026, dopo due squilli consecutivi da sei punti, sono arrivati soltanto 8 punti in 6 partite. Ce n’è abbastanza per parlare di impasse. E anche se l’emergenza è solo vicina alla fine, ma non ancora alla fine, attenuanti per non prendere il ritmo non ce ne sono più: anche in rapporto alle avversarie di questo scorcio di campionato.




