Complice anche un’atmosfera «disturbante» - tra meteo inclemente, presenze scarse e un tifo «anni 90» rivolto solo contro l’avversario - mettere via senza colpo ferire la domenica da big match rimasto solo presunto per il Brescia risulta particolarmente dura. Eppure è particolarmente necessario riuscire a farlo perché dopodomani è già tempo di campionato e di provare a riprendere una strada di quelle che fin qui Clotet e i suoi sono sempre riusciti a percorrere fino alla meta visto che si va a far visita al Cosenza e visto che contro le squadre di «quel campionato» le rondinelle non hanno ancora sbagliato oppure si sono concesse solo un piccolissimo margine di errore.
I numeri che confortano
Contro le ultime cinque della classifica, tanto per darsi un po’ di forza e coraggio instantanei, sono stati presi 13 punti sui 15 a disposizione: sono stati presi gli scalpi di Perugia, Como, Benevento e Spal e contro il Venezia, seppur con delusione, era arrivato un punto. Certezze queste dalle quali ripartire. Ma prima, seppur a tempo di record, il ko con la Reggina va masticato e quindi metabolizzato, digerito. Anche se costa fatica. Ma non ci si può limitare ad asciugare il tutto con la constatazione che la Reggina è più forte - e oggettivamente lo è - rispetto a un Brescia limitato nei valori, ma che sono sufficienti per «starci dentro» nell’ennesimo campionato equilibrato.




