C’è un conto alla rovescia, quello che porta alla data del 29 agosto (udienza Consiglio di stato) e di conseguenza ce n’è un altro: quello che porta al ritorno in campo. Verosimilmente a metà settembre, ma il Brescia è sul chi va là perché alcuni rumors provenienti dalle stanze dei bottoni indicano che qualcuno, tra chi tira i fili, sarebbe propenso a dare gas e accelerare i tempi.
Riportando in campo Lecco (o Perugia) e Brescia (o nessuno altro: non è ipotizzabile che una Reggina che sta vivendo una situazione che definire farsesca è molto poco abbia chances) già nel primo week end di settembre concedendo «in cambio» qualche giorno extra di mercato. Ma sono rumors e il fatto che ieri nello stabilire anticipi e posticipi per quel fine settimane le partite iscritte a calendario con la «X» e quelle del Lecco non siano nemmeno menzionate, induce a pensare che il cronoprogamma che porta a metà settembre sarà rispettato. E a questo punto, se prima questo pensiero inquietava, sarebbe un bene. Perché immaginare il Brescia di oggi pronto tra poco più di 10 giorni è una prospettiva a dir poco inquietante.




