Tre in quattro fa nove: che fa anche, en passant, primato in condominio con Reggina e Frosinone che tra l’altro sono allenate da due ex. Tutto insomma ha profumato e parlato di Brescia in un sabato pomeriggio godereccio al «Rigamonti» dove sono già arrivate due vittorie su due e dove ieri i soliti pochi intimi (4.000 e rotti, ovvero gli abbonati e una manciata simpatizzanti: che mestizia...) hanno festeggiato la seconda vittoria consecutiva dopo il blitz di Como.
Nonché appunto terzo sigillo in quattro partite: non era scritto, né forse nemmeno atteso da un Brescia che al di là delle turbolenze di mercato comuni a tutti, sta facendo i conti con una reale emergenza difensiva.Non era scritto che il flop di Frosinone potesse fare bene e invece la sera nera in Ciociaria è servita per imparare dai propri errori e far fare uno scatto alla combinazione mentalità-disposizione tattica. Attaccandosi a vecchi protagonisti - bentornato Ayé! - e nuovi attori come Galazzi che alla seconda da titolare è risultato di nuovo deciso con rete e assist.




