Calcio

Brescia, col Lecco per lanciare la fuga al secondo posto

Alle 14.30 lo scontro diretto vale un +7 in classifica
Davide Balestrero - New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
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C’è una gran voglia di avere a che fare un nuovo problema: quello di dover continuare ad alimentare intensità e durezza mentale mentre nel frattempo ci si dedica tanto ad affinare gli equilibri quanto a sviluppare e idee e allo stesso tempo dare benzina sotto forma di minutaggio ai freschi e prossimi recuperati. Uno scenario, quello appena descritto, da benessere.

Il problema...di chi non ha problemi: una condizione che l’Union Brescia ha la grande occasione di crearsi oggi. A chiusura di un mese che tra alti e bassi, qualche punto di domanda di troppo e una sferzata all’ambiente da parte di Corini (col suo messaggio a tutti e a nessuno, alla Carlo Mazzone, post Pro Patria), la possibilità è quella di mettere un punto esclamativo. Anzi, 7 punti tra sé e il Lecco che arriva oggi alle 14.30. In palio, il Brescia oggi vede quattro punti: i 3 della vittoria e quello aggiuntivo per il vantaggio da scontri diretti. Un ragionamento che, pari pari, a Lecco eventualmente battuto, varrebbe pure rispetto al Trento (regolato due volte) che vincendo oggi salirebbe terzo coi lariani.

Una classifica che può essere quasi blindata

A dieci giornate (compresa questa) dalla fine della regular season, per il Brescia sarebbe come mettersi dentro una botte e iniziare a sigillarla battendo chiodi di grandi dimensioni. Per poi entrare in un’altra fase, che possa proiettare verso i play off, ma senza abbassare la guardia o cedere alla voglia di rifiatare. Sarà quello il bello della sfida che già oggi Balestrero e compagni possono raccogliere.

La vittoria contro la Pro Patria, pur arrivata dopo un giro sulle montagne russe e minuti trascorsi al buio - sotto gli occhi di Pep Guardiola la cui visita ha regalato prestigio al club e dato adrenalina e onore a giocatori e staff - ha lasciato qualcosa nell’aria. Il desiderio di non arrivare più in ritardo all’appuntamento col treno delle opportunità.

Il desiderio di accendere la conferma del fatto che il disagio con lo stadio Rigamonti è acqua passata e che se anche con la Pro Patria qualche momento è stato contrassegnato dalla paura, adesso la squadra è consapevole di un dato di fatto: che Mompiano le è amica e che al netto dei mugugni e dell’insofferenza per qualcosa che si vorrebbe vedere di più compiuto, se si può tendere la mano, la si tende. Il desiderio di recitare la parte della grande fatta e finita: che non è solo una questione di risultati, ma di attitudine.

La costanza dei lariani

Di fronte un Lecco nei quale in molti non credevano e che invece ha avuto una costanza encomiabile. Che sta tuttavia vivendo ora il suo peggior momento: nelle ultime 6, una vittoria, due ko (in casa), e tre pareggi.

Una flessione che coincide con l’assenza del suo granatiere dell’attacco, Leon Sipos, che mancherà anche oggi. Sarà partita a viso aperto, sarà partita da maneggiare con cura, ma anche sicurezza. Anche nel solco di quel capolavoro che fu la partita d’andata (non importa se allora in panchina sedeva Diana). Sarà un Brescia ancora in difficoltà a centrocampo. Comunque, tuttavia, con corpi e anticorpi sufficienti per raccogliere l’occasionissima.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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