Il fortino difensivo del Brescia ha tutto un altro aspetto. Intanto ha stravolto la propria conformazione: non più a due torri centrali, ma a tre. E finalmente può contare su un guardiano a tempo pieno: Andrea Cistana. Uno che i galloni di comandante in capo della retroguardia non li ha mai persi, ma che nel corso dell’ultima stagione li ha potuti sfoggiare di rado, e pochissime volte nel pieno delle proprie forze.
La vera linea di demarcazione tra lo scorso campionato e l’avvio di quello attuale è la continuità. Tanti, troppi infortuni nei mesi scorsi: il Brescia ha dovuto attendere fino ad aprile per poterlo schierare per più di tre partite consecutive. Da settembre a oggi ne ha già messe in fila sei, tutte giocate per intero. Ecco, se i Gastaldello’s sono la squadra meno «bucata» in B - al netto delle gare in meno all’attivo rispetto alle avversarie - qualche motivo dev’esserci. E tra questi, al di là dei ragionamenti di ordine tattico, c’è l’apporto di alcune individualità pesanti. A partire proprio da Cistana.




