Calcio

Il vecchio Brescia: «Torniamo nel 26-27». Cosa c’è dietro quel post

Dai social del club di Cellino: «Qualcosa si muove dietro le quinte, la storia resiste». Indiscrezioni su una trattativa per la cessione del ramo buono d’azienda
Un dettaglio del posto pubblicato ieri
Un dettaglio del posto pubblicato ieri
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Così, dal niente: «114 anni non si cancellano. Nel cuore di Brescia, in via X Giornate 85, la nostra storia resiste ancora e qualcosa si muove dietro le quinte. Lo store sta svuotando gli scaffali per fare spazio alla nuova linea Bsfc 2026/2027. Vi aspettiamo anche domani (oggi, ndr) dalle 14 alle 18. Stay tuned». Così, dal niente, con questo annuncio intorno alle 20 che in «copertina» ha la scritta «ADOS», gli account social del Brescia Calcio di Massimo Cellino si sono riaccesi (sono stati vietati i commenti) dopo un blackout che durava dal 3 giugno scorso. E non è solo l’annuncio di una svendita speciale.

È anzi la promessa – o minaccia, a seconda dei punti di vista – di un ritorno all’operatività societaria dalla prossima stagione sportiva rivendicando proprio quella storia calpestata dal proprietario del Brescia calcio.

Le indiscrezioni

Ma cosa si sta muovendo dietro le quinte? Una domanda che resta, anche se poi intorno alle 22 con un dietrofront è scomparsa dall’annuncio tutta la parte relativa al movimentismo e alla prossima stagione. Ma ormai il post aveva già fatto il giro di tutti i telefoni. Da qualche giorno sono in effetti riprese a circolare indiscrezioni rispetto a un Cellino (più volte avvistato in zona Lago di Garda) ancora intenzionato a trovare qualcuno interessato a rilevare il ramo buono d’azienda. Quello dal quale far ripartire una qualche storia sportiva per mantenere la matricola e, quantomeno, cercare di recuperare qualche credito.

Femminile e giovanili

Delle interlocuzioni Cellino le ha avute e chi gli ha dato apertura tanto da intavolare una trattativa penserebbe a un progetto riguardante principalmente calcio femminile e giovanile al di là dell’iscrizione di una prima squadra tra i dilettanti. Nel frattempo i professionisti incaricati dall’imprenditore sardo, hanno contatto gli ex dipendenti (quelli che non hanno impugnato il licenziamento e che se la vedranno dunque in altre sedi) proponendo loro un accordo sulle spettanze (tra stipendi e ferie non godute, ma senza affrontare la questione Tfr) sulla base di un pagamento dilazionato in 10 mesi (anche a chi aspetta cifre di pochissime migliaia di euro...).

Il commento

Intanto, da noi contattato, il titolare dello store di via X Giornate ha detto: «Non so come e da chi il post sia uscito… Avevo chiesto al Brescia Calcio (due-tre dipendenti ancora in servizio operano da Torbole, ndr) di aiutarmi a finire le scorte comunicando l’apertura straordinaria dello store, ma il contenuto non è stato condiviso. Devo capire cosa sta accadendo e chi guida...».

Secondo i più, anche in ambienti istituzionali, le manovre celliniane sono semplicemente, oltre che di disturbo o provocatorie (in casa Union tuttavia non ci si scompone), atte a prendere tempo per scongiurare il fallimento. Agli stessi giocatori creditori della vecchia rosa è stato comunicato questo. La certezza è che Cellino sta cercando di racimolare denaro e dunque di prendere più tempo che può per cercare anche di vendere i suoi asset: il pesce grosso è il centro di Torbole, poi ci sono le strutture mobili del «Rigamonti» oggetto di pendenza davanti al Tar con l’udienza che dal 4 agosto scorso è stata rinviata al 9 aprile. Davanti ci sono mesi preziosi nei quali «giocare» e magari provare ad attivare diplomazie con il club di Pasini.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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