Brescia, Bisoli 200 volte biancazzurro: così è diventato bandiera

Sette agosto 2016, cinque marzo 2022. Di mezzo, cinque stagioni con la sesta in corso e 200 presenze con addosso la maglia del Brescia. Le 200 volte di Dimitri Bisoli. Quando arrivò qui nell'estate del 2016 dalla Fidelis Andria era «solo» il giovane figlio di «Bisolone». Il battesimo di «Bisolino» fu in Coppa Italia, al Rigamonti, contro il Pisa: la prima di una lunghissima serie di partite lì nel mezzo: chissà se immaginava che sarebbe diventato una bandiera capace di divente un simbolo vivente del «non mollare mai».
Gli inizi
E invece, una prima stagione da titolare in ben 35 match (più quello di Coppa) e 5 gol (21 fin qui in totale) lo portarono a firmare un quadriennale. Poi, altre due stagioni da titolarissimo al suo terzo anno in categoria lo misero nel mirino di alcuni club titolati della massima serie, tanto che, prima nella finestra invernale del precedente calciomercato e poi nella successiva estate, qualche sirena di troppo fece vacillare la sua presenza al Brescia e, probabilmente, anche un po' della sua volontà che si scontrò con comprensibili aspirazioni. Per un Bisoli che, dell'essere serio professionista, ha sempre fatto un mantra; ne sanno qualcosa alcuni suoi ex compagni/amici come Torregrossa che ci confessò quanto Dimitri «martellasse» tutti con le sue fisse alimentari.
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La serie A
La serie A alla quale ambiva, dopo due salvezze difficilissime, la conquistò, e la giocò, con questa maglia nell'annata 2019-2020, per poi tornare in cadetteria pronto a un addio che pareva certo. E invece, dopo il recupero da un paio di pesanti infortuni, rieccolo riconquistarsi la maglia di titolare, indossare la fascia di capitano per il secondo anno e inanellare le ultime 20 partite da 90', passando da mezz'ala a play in una mossa tattica che da «emergenziale» è diventata strategica. Per un Bisoli bicentenario e, certamente, non ancora sazio.
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