Brescia: Azerion studia il dossier, e già questo crea fermento

Massimo Cellino sugli olandesi interessati al club: «Se sono seri sono disposto ad aprire la porta»
Brescia calcio, la sede - © www.giornaledibrescia.it
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Il rumore c’è stato e non poteva essere altrimenti. Perché davanti alla prima manifestazione d’interesse ufficiale e concreta nei confronti del Brescia Calcio da parte degli olandesi di Azerion, si è subito scatenata la curiosità nei confronti della società nata nel 2015 e con sede ad Amsterdam, solo in parte mitigata dal cambio in panchina Clotet-Aglietti.

Ma che qualcuno si stia interessando al passato e al presente del Brescia per provare ad immaginarne il futuro, non è affatto cosa da poco. Da parte di Azerion ieri non c’è stato un commento ufficiale a quanto riportato dai media, il che di fatto equivale a non smentire la manifestazione d’interesse fatta pervenire via pec all’amministratore delle quote di Eleonora Immobiliare (controllante della controllante del Brescia Calcio) Pierangelo Seri e Brescia Holding (controllante del Brescia Calcio) amministrata da Massimo Cellino, con la richiesta di accesso al dossier sulla società biancazzurra. Dossier a cui manca ancora l’ultimo bilancio, che dovrebbe essere depositato nei prossimi giorni.

Negli uffici milanesi di Azerion (i due Country Manager Italy sono Nicolò Palestino e Carlo Poss) si è comunque parlato di calcio e non solo del Fortuna Sittard, squadra del massimo campionato olandese di cui Azerion è azionista di minoranza. Qualche chiacchiera sul Brescia è stata fatta, ma prima di un commento ufficiale della «sponda italiana», si aspetta l’ok dei capi da Amsterdam e in particolare del Ceo Attila Aytekin. Anche perché, giusto ricordarlo e sottolinearlo, siamo solo al primo approccio, alla richiesta di informazioni, per quanto ufficiale. Che non significa essere pronti a formulare un’offerta per l’acquisizione della società.

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L’interesse però c’è per il gruppo che ha quasi (e solo) otto anni di vita, ma sedi sparse un po’ in tutta Europa: il settore in cui opera Azerion è quello dei videogiochi e della pubblicità digitale, con una fetta di mercato non indifferente che riguarda soprattutto i videogiochi «rapidi», quelli da smartphone per intenderci. Ovvio però che chi deve fare gli interessi del Brescia Calcio non possa fermarsi ai soli numeri che vengono forniti e molti dei quali reperibili in internet: soprattutto da parte del tribunale in quanto garante, nell’eventualità di una offerta concreta, si passerà al vaglio tutto ciò che la società olandese fa e produce, come si muove, che garanzie può dare affinchè il volo delle rondinelle non vada in picchiata. Un’operazione non semplicissima e pronta a richiedere tutto il tempo necessario, peraltro nei confronti di una realtà che invece non disegna di chiudere in fretta gli affari che la interessano (così è stato quando nel novembre scorso si è assicurata AdPlay, piattaforma pubblicitaria digitale che tra i contenuti ha quelli del calcio italiano, comprese serie A e serie B).

Non è nemmeno da escludere che se la manifestazione di interesse da parte di Azerion dovesse poi concretizzarsi in qualcosa di più, si arrivi eventualmente a un incarico a uno studio di professionisti per valutare al cento per cento l’eventualità della cessione.

In tutto questo c’è un Massimo Cellino che non è certo al top della forma. E lo dimostra come affronti una situazione per lui nuova, ma che potrebbe portare a novità sostanziali. «Se sono persone serie e affidabili sono disposto ad aprire la porta», dice pensando ad Azerion. «Dopo due anni che mi hanno fiaccato non posso essere arrogante e pretendere di andare avanti con questo mio stato d’animo negativo, di persona che si sente vittima di ingiustizia. Quindi spero possa arrivare qualcuno più lucido di me». Il pensiero è lo stesso palesato in altre occasioni quando gli è stato chiesto dell’eventuale vendita della scoietà: «Non voglio che il male che subisco (il riferimento è al maxi sequestro, ndr) io ricada sul club: accetto tutto per il bene del Brescia, non voglio traghettare la società all’interno dei miei problemi. Anche se qui ho solo portato e non preso».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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